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lunedì 15 settembre 2025

SCIENZE - La scala dei tempi e fossili che racconta la storia della vita

 PALEONTOLOGIA - Paleo significa vecchio e antico. paleontologia è lo studio di cose antiche come : la preistoria, i fossili e le ere geologiche, i cambiamenti ambientali verificatisi nel nostro pianeta Terra. Il paleontologo è una naturalista e un naturalista è sempre un pò Rpaleontologo. Il naturalista studia cose vive come le piante e gli animali. Il paleontologo studia resti fossili di piante e animali morti, sepolti, che si sono conservati in mezzo alle rocce del sottosuolo. Una volta scoperti, i fossili vengono cavati ed estratti dal sottosuolo..Famosi paleontologi e geologi sono : George Cuvier (---------) naturalista francese, Charles Darwin (-------) naturalista inglese; Giovanni Cappellin  (--------) natuiralista di Bologna; Gaetano gemmellaro (---) naturalista di Catania e Palermo.   


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FOSSILI - I fossili sono i resti di animali e piante vissuti molti milioni di anni fà, in epoche passate chiamate ere geologiche come : Paleozoico, Mesozoico e Cenozoico o periodi geologici come : Giurassico, cretaceo, Miocene. Lee ere geologiche sono quattro e durano centinaia di milioni di anni (ma). I periodi geologici durano meno.  Vediamo lo schema sotto dal piu giovane e recente  : 

Antropozoico (Pleistocene) dura 2 ma

Cenozoico dura 70 ma

Mesozoico dura 186 ma

Paleozoico dura 296 ma





LEONARDO - Chi è stato il primo paleontologo ? Leonardo da Vinci è pertanto considerato da alcuni studiosi come il padre fondatore della paleontologia, in quanto interpretò la vera natura dei due maggiori gruppi di fossili, ossia i resti fossili (residui del corpo di organismi) e gli icnofossili (tracce lasciate da esseri muovendosi su un substrato).



PLEISTOCENE - Un periodo breve di 2 ma dove compare la specie umana homo sapiens cioè la nostra specie e genere a cui apparteniamo l'Uomo.  Un periodo che vede importanti cambiamenti come le glaciazioni e la migrazione di fauna e flora. Quando cambia l'ambiente anche le specie si adattano, si spostano o muoiono. L'alternarsi di caldo e freddo seleziona le specie. Un orso polare vive al polo nord. La sua pelliccia è di colore bianco come il ghiaccio e lo tiene caldo. Una giraffa ed un elefante vivono in Africa, in una zona calda e ricca di vegetazione.  Quando arriva una glaciazione gli animali indossano una pelliccia per ripararsi dal freddo. E' il caso dell'elefante lanoso o Mammuth. 

MAMMOUTH - Quando muore un Mammouth le sue ossa se sono sepolte possono conservarsi e non andare distrutte. Dono i fossili di Mammuth che troviamo sparsi in Europa, in Siberia, In America nelle zone vicino il polo nord ed in zone fredde. Trovare un fossile di Mammouth è un fatto raro ed importante. Questo significa che dopo uno attento studio paleontologico da parte di un naturalista che cura, conserva ed espone i resti fossili dentro un museo di scienza naturali. Vediamo anche fossili nei film e nei libri per ragazzi, nei documentari, nei cartoon. Dove sono stati trovati i mammouth ? In Italia in Toscana ... Lo sapevi che il mammut L’Aquila, uno degli scheletri più completi in Europa, fu scoperto quasi per caso? Questa scoperta, fatta nel 1954 vicino alla città abruzzese, ci offre una finestra su un passato remoto davvero sorprendente.


FIRENZE - I fossili di animali morti milioni di anni fà si trovano al Museo di geologia e paleontologia di Firenze. Per fortuna i resti fossili non sono andati distrutti. Si sono conservati in mezzo a strati di sabbia e argilla. Spesso si trovano fossili di animali vertebrati preistorici (tigri, elefanti, cervi) vicino i laghi o fiumi. La conservazione in fondo al lago dei resti animali veniva garantita dai sedimenti  di argilla che si depositavano sulle carcasse ed agivano praticamente da isolante. Questi detriti hanno anche provocato la formazione del particolare fenomeno naturale delle Balze del Valdarno. Gli innumerevoli ritrovamenti sono stati possibili specialmente grazie agli scavi avvenuti nell’ex bacino minerario di Santa Barbara, più recentemente a Pian di Scò nelle vicinanze del torrente Resco, ma anche casualmente dai contadini nelle campagne. Alcuni reperti si trovano al Museo Paleontologico di Montevarchi, ma vista l’enorme quantità di ritrovamenti, molti altri si trovano anche al Museo di Storia Naturale di Firenze. Fossili esposti al Museo di Firenze.






EOCENE - All’inizio dell’Eocene la distribuzione delle terre emerse e dei mari non differisce molto dall’attuale. Questo significa che l'Europa, l'America e l'Asia era in parte emersa. Si ha, infatti, una grande area continentale in corrispondenza dell’Europa del Nord sulla quale si estendono mari epicontinentali (es.: bacino di Parigi) e un vasto dominio marino mediterraneo a Sud. Successivamente si ha un’importante inversione del rilievo, poiché, in seguito al manifestarsi dei fenomeni orogenetici alpini, si delineano grandi catene montuose in corrispondenza delle precedenti depressioni geosinclinali. Infatti i movimenti dell’orogenesi alpina, già enunciatisi nel periodo precedente, si accentuano e portano alla formazione della catena pireneo-provenzale. L’attività magmatica è piuttosto intensa in relazione ai movimenti orogenetici. Il clima è ben differenziato e in tutta l’Europa ha carattere tipicamente tropicale. I resti fossili in buona parte marina denunciano una grande diffusione di foraminiferi, particolarmente delle Nummuliti, una ricca fauna di lamellibranchi e gasteropodi, di crostacei brachiuri, di pesci, e un notevole sviluppo di mammiferi. -- I più famosi strati dell'Eocene sono probabilmente quelli di Bolca nel Veneto, in cui sono stati rinvenute più di 160 specie di pesci, 250 specie di piante, crostacei, insetti, rettili ed uccelli. Un altro giacimento a conservazione eccezionale di età eocenica è quello di Messel in Germania, che ha fornito moltissimi resti di vertebrati tra i quali il Buxolestes ed il Diacodexis.




Echinidi dell' eocene della Florida, USA. 




EOCENE -  le nummuliti sono piccoli fossili della dimensione di una moneta. Tagliate e lucidate le rocce le sezioni mostrano quello che si vede nella foto sotto :






Ecco come si presenta l'eocene nella parte emersa. Una costa con pianura, poche colline e una catena montuosa che si sta sollevando. Grandi mammiferi e vertebrati vivono in mezzo a prati e boschi e foreste. Ci sono tutti le classi : pesci, anfibi, rettili, uccelli e e mammiferi. Manca solo l'uomo.  Ci sono gli antenati dei maiali soprattutto i Ruminanti (pecore, capre e vacche), che avendo saputo sviluppare un apparato digestivo particolare, li fece diventare gli erbivori dominanti.
 
   










CRETACEO - Il Cretaceo prende il nome da creta un sedimento fine che si deposita nel bacino di Parigi.  I dinosauri sono enormi rettili che si sono estinti a fine Cretaceo. I rettili compaiono nel Permiano. Agli inizi i rettili erano animali che discendono dagli anfibi e il nome significa che strisciavano. Hanno 4 zampe piccole  come i coccodrilli. I dinosauri si evolvono nel Giurassico e alla fine del Cretaceo sono estinti. Sono caratteristici del Mesozoico. Comparvero nel Trias e già alla fine di questo periodo erano diffusi abbondantemente. Questo significa che ci sono rettili sia a terra che a mare. Anche un tipo di rettile inizia a volare. Durante il Mesozoico conquistarono tutti gli ambienti: acqua, aria e, in particolare, terra, dove avevano un ruolo dominante, con forme sia erbivore (Diplodoco) sia carnivore (Tirannosauro), anche ad andatura bipede; la maggior parte era di dimensioni eccezionali (fino a 40-50 t di massa), ma alcuni non erano più grandi di un gatto (fig. 1). Al termine di questo periodo i Dinosaurri. si estinsero completamente, per cause non ancora del tutto chiarite. la teoria dell'asteroide spiega che la Terra fu colpita da un meteorite e le polveri si sollevarono oscurando il sole. In seguito l'inverno glaciale fece morire i dinosauri sopravvissuti all'impatto di fame e di freddo. Senza luce le piante sono destinate a morire. Se muoiono le piante non ce cibo per gli erbivori, e senza erbivori i carnivori sono destinati pure a morire. Avevano cranio piccolo con due arcate temporali, osso quadrato fisso, denti impiantati in alveoli (tecodonti), vertebre di tipo vario (opistocele, procele, anficele, platicele), ossa cave, arti anteriori meno sviluppati dei posteriori, corpo talora rivestito di dermascheletro, in forma di solida corazza con placche e aculei. 




UCCELLO - In Germania veniva estratta una pietra da incidere e usare per la stampa su carta (Xilografia). In mezzo alle rocce venne trovato un famoso fossile di uccello rettile. L' Archeopteyix  è un uccello fossile che vive tra la fine del Giurassico e l'inizio del Cretaceo rinvenuto a fine ottocento in una cava di pietra in Germania :













GIURASSICO - Il giurassico prende il nome dalle montagne del Giura al confine con Francia, Italia e Svizzera. In questo posto in mezzo alle rocce si trovano conchiglie fossili come le ammoniti. hanno dimensioni sia piccole che grandi, e sono fatte da un guscio carbonatico avvolto a spirale. Compaiono nel Giurassico e arrivano fino al Cretaceo. hanno una rapida evoluzione, questo significa che registrano lenti ma continui cambiamenti nella dimensione, nella forma e nelle abitudine. Ogni genere contiene specie diverse. E' il segno che l'evoluzione è un continuo cambiamento di animali e piante. Se vogliano fare un paragone pensiamo alle monete o alle automobili. Tutte simili ma mai uguali e ognuna segna un determinato periodo di tempo. Se studiate danno indicazione ambientali sul tipo di mare, vita e biologia.

   
 









LETTERATURA :

Ardito Desio - Geologia Applicata ed Milano

Lupia Palmieri - Globo terrestre e la sua evoluzione ed zanichelli 

Stoppani Antonio 1873 - Geologia statigrafica ed Milano 

Treccani 1938 - I dinosauri ed Roma






giovedì 10 luglio 2025

SCIENZE - Geologia Italia sud Sicilia Sardegna




APPENNINO - L'appennino meridionale si è formato ---- all' inizio del Miocene quando dalla rotazione osservata nella Placca Iberica quando, durante il processo di ‘apertura’ dell’Oceano Atlantico, si distaccò dalla Placca Europea formando il Golfo di Biscaglia”. La frammentazione e la migrazione verso est della Microplacca Sardo-Corsa, dei Blocchi Kabili e, in seguito, del Blocco Calabro-Peloritano sarebbero avvenute durante l’apertura dei nuovi bacini oceanici liguro-provenzale (avvenuta tra 30 e 15 milioni di anni fa) e tirrenico (tra 10 e 2 milioni di anni fa), in maniera sincrona alla formazione delle catene appenninica e siciliana. “I dati geologici mostrano che il Blocco Peloritano fu incorporato nella catena montuosa siciliana tra 18 e 17 milioni di anni fa”, spiega Gaia Siravo. * Gaia Siravo INGV di Roma

 

 

AVELLINO - In Italia 21 agosto del 1962, un ampio settore dell'Appennino campano, comprendente il Sannio e l'Irpinia, fu colpito da due violente scosse di terremoto, avvenute a distanza di circa dieci minuti l'una dall'altra e che distrussero alcuni comuni nelle province di Benevento ed Avellino. Anni dopo, negli anni ottanta la stessa regione dell'appennino sarà devastata da un altro terremoto. La prima scossa avvenne alle 16.56 locali. Non provocò danneggiamenti ma fece sì che la popolazione, allarmata, lasciasse le proprie abitazioni. Tale decisione fu salvifica, in quanto due ore più tardi, alle 19:09 e alle 19:19, altre due violente scosse colpirono duramente la zona. La più forte, di magnitudo stimata 6.1, provocò danni che si estesero fino alle province di Napoli, Foggia, Caserta e Salerno. Dai ppp0ppdati rilevati dal Genio Civile e dal Ministero dei Lavori Pubblici risultano 68 i comuni chelll vennero danneggiati nelle Province di Benevento e Avellino. Sappiamo, inoltre, che ci furono una ventina di vittime e oltre 16.000 persone rimasero senza una casa. A causa della mancanza di una struttura adeguata di protezione civile, in grado di intervenire in maniera coordinata ed in tempi brevi nel caso di calamità, inoltre, la macchina dei soccorsi si attivò solo dopo qualche giorno. * INGV 


 

 

 

SILA - La Sila è un vasto altopiano dell'Appennino calabro, che si estende per 150.000 ettari attraverso le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro, suddivisa da nord a sud in Sila Greca, Sila Grande e Sila Piccola e caratterizzata dalla presenza di varie cime montuose, altipiani, folte zone boscose e laghi artificiali d'altura.  Il toponimo "Sila" deriva dalla denominazione di epoca romana Silva Brutia, ossia selva, foresta dei Bruzi, in quanto da essi abitata. Il termine latino potrebbe a sua volta derivare dal greco "ὕλη", [yle], col medesimo significato di "foresta". 


SICILIA - I primi anni della sua attività scientifica sono contraddistinti dalle ricerche sulla geologia della Sicilia, condotte attraverso studi di carattere micropaleontologico e sedimentologico applicati all'analisi stratigrafica di diverse successioni sedimentarie, nel cui contesto si è occupato, tra l'altro, delle evaporiti Messiniane della parte centro-meridionale dell'isola e delle successioni torbiditiche oligo-mioceniche (in particolare Flysch Numidico). * Wezel 1970


 SICILIA - La Sicilia di fine ottocento è stata il primo produttore mondiale di zolfo. Il minerale di zolfo veniva estratto dalla solfatara molte delle quali trovasi in provincia di Agrigento e Caltanissetta. Molte sono diventate famose per essere state citate in libri di geologia, letteratura e film. Nell'arte minatori e zolfo compare nel dipinto di Renato Guttuso. La famiglia Pirandello possedeva una miniera di zolfo, una solfatara prima del loro fallimento che porta i Pirandello a trasferirsi a Roma e Luigi a scrivere commedie per il teatro. 


EVAPORITI - Lo zolfo di colore giallo associato ai gessi, si forma a fine miocene quando il mare mediterraneo diventa un grande lago salato, in certi punti sul fondo troviamo solo sale, gessi e zolfo. Il minerale veniva caricato nei forni e lo zolfo fuso veniva raccolto in cassette di legno. In seguito trasportato con carretti al porto per essere spedito  nel nord europa e usato dall' industria chimica di fine ottocento.



PALERMO - Museo geologico e paleontologico Carlo Giorgio Gemmellaro. Il patrimonio del Museo è costituito da oltre 600.000 reperti suddivisi in numerose collezioni, con fossili che abbracciano un intervallo di tempo di oltre 270 milioni di anni di storia geologica e paleontologica siciliana. La superficie espositiva si articola su tre piani secondo un percorso guidato.


PIRANDELLO - Lo zolfo 


PELORITANI - Recenti studi di geologia su Arco calabro - Monti Peloritani sono stati condotti da ricercatori dell'  INGV di Roma.