lunedì 15 settembre 2025

SCIENZE - La scala dei tempi e fossili che racconta la storia della vita

 PALEONTOLOGIA - Paleo significa vecchio e antico. paleontologia è lo studio di cose antiche come : la preistoria, i fossili e le ere geologiche, i cambiamenti ambientali verificatisi nel nostro pianeta Terra. Il paleontologo è una naturalista e un naturalista è sempre un pò Rpaleontologo. Il naturalista studia cose vive come le piante e gli animali. Il paleontologo studia resti fossili di piante e animali morti, sepolti, che si sono conservati in mezzo alle rocce del sottosuolo. Una volta scoperti, i fossili vengono cavati ed estratti dal sottosuolo..Famosi paleontologi e geologi sono : George Cuvier (---------) naturalista francese, Charles Darwin (-------) naturalista inglese; Giovanni Cappellin  (--------) natuiralista di Bologna; Gaetano gemmellaro (---) naturalista di Catania e Palermo.   


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FOSSILI - I fossili sono i resti di animali e piante vissuti molti milioni di anni fà, in epoche passate chiamate ere geologiche come : Paleozoico, Mesozoico e Cenozoico o periodi geologici come : Giurassico, cretaceo, Miocene. Lee ere geologiche sono quattro e durano centinaia di milioni di anni (ma). I periodi geologici durano meno.  Vediamo lo schema sotto dal piu giovane e recente  : 

Antropozoico (Pleistocene) dura 2 ma

Cenozoico dura 70 ma

Mesozoico dura 186 ma

Paleozoico dura 296 ma





LEONARDO - Chi è stato il primo paleontologo ? Leonardo da Vinci è pertanto considerato da alcuni studiosi come il padre fondatore della paleontologia, in quanto interpretò la vera natura dei due maggiori gruppi di fossili, ossia i resti fossili (residui del corpo di organismi) e gli icnofossili (tracce lasciate da esseri muovendosi su un substrato).



PLEISTOCENE - Un periodo breve di 2 ma dove compare la specie umana homo sapiens cioè la nostra specie e genere a cui apparteniamo l'Uomo.  Un periodo che vede importanti cambiamenti come le glaciazioni e la migrazione di fauna e flora. Quando cambia l'ambiente anche le specie si adattano, si spostano o muoiono. L'alternarsi di caldo e freddo seleziona le specie. Un orso polare vive al polo nord. La sua pelliccia è di colore bianco come il ghiaccio e lo tiene caldo. Una giraffa ed un elefante vivono in Africa, in una zona calda e ricca di vegetazione.  Quando arriva una glaciazione gli animali indossano una pelliccia per ripararsi dal freddo. E' il caso dell'elefante lanoso o Mammuth. 

MAMMOUTH - Quando muore un Mammouth le sue ossa se sono sepolte possono conservarsi e non andare distrutte. Dono i fossili di Mammuth che troviamo sparsi in Europa, in Siberia, In America nelle zone vicino il polo nord ed in zone fredde. Trovare un fossile di Mammouth è un fatto raro ed importante. Questo significa che dopo uno attento studio paleontologico da parte di un naturalista che cura, conserva ed espone i resti fossili dentro un museo di scienza naturali. Vediamo anche fossili nei film e nei libri per ragazzi, nei documentari, nei cartoon. Dove sono stati trovati i mammouth ? In Italia in Toscana ... Lo sapevi che il mammut L’Aquila, uno degli scheletri più completi in Europa, fu scoperto quasi per caso? Questa scoperta, fatta nel 1954 vicino alla città abruzzese, ci offre una finestra su un passato remoto davvero sorprendente.


FIRENZE - I fossili di animali morti milioni di anni fà si trovano al Museo di geologia e paleontologia di Firenze. Per fortuna i resti fossili non sono andati distrutti. Si sono conservati in mezzo a strati di sabbia e argilla. Spesso si trovano fossili di animali vertebrati preistorici (tigri, elefanti, cervi) vicino i laghi o fiumi. La conservazione in fondo al lago dei resti animali veniva garantita dai sedimenti  di argilla che si depositavano sulle carcasse ed agivano praticamente da isolante. Questi detriti hanno anche provocato la formazione del particolare fenomeno naturale delle Balze del Valdarno. Gli innumerevoli ritrovamenti sono stati possibili specialmente grazie agli scavi avvenuti nell’ex bacino minerario di Santa Barbara, più recentemente a Pian di Scò nelle vicinanze del torrente Resco, ma anche casualmente dai contadini nelle campagne. Alcuni reperti si trovano al Museo Paleontologico di Montevarchi, ma vista l’enorme quantità di ritrovamenti, molti altri si trovano anche al Museo di Storia Naturale di Firenze. Fossili esposti al Museo di Firenze.






EOCENE - All’inizio dell’Eocene la distribuzione delle terre emerse e dei mari non differisce molto dall’attuale. Questo significa che l'Europa, l'America e l'Asia era in parte emersa. Si ha, infatti, una grande area continentale in corrispondenza dell’Europa del Nord sulla quale si estendono mari epicontinentali (es.: bacino di Parigi) e un vasto dominio marino mediterraneo a Sud. Successivamente si ha un’importante inversione del rilievo, poiché, in seguito al manifestarsi dei fenomeni orogenetici alpini, si delineano grandi catene montuose in corrispondenza delle precedenti depressioni geosinclinali. Infatti i movimenti dell’orogenesi alpina, già enunciatisi nel periodo precedente, si accentuano e portano alla formazione della catena pireneo-provenzale. L’attività magmatica è piuttosto intensa in relazione ai movimenti orogenetici. Il clima è ben differenziato e in tutta l’Europa ha carattere tipicamente tropicale. I resti fossili in buona parte marina denunciano una grande diffusione di foraminiferi, particolarmente delle Nummuliti, una ricca fauna di lamellibranchi e gasteropodi, di crostacei brachiuri, di pesci, e un notevole sviluppo di mammiferi. -- I più famosi strati dell'Eocene sono probabilmente quelli di Bolca nel Veneto, in cui sono stati rinvenute più di 160 specie di pesci, 250 specie di piante, crostacei, insetti, rettili ed uccelli. Un altro giacimento a conservazione eccezionale di età eocenica è quello di Messel in Germania, che ha fornito moltissimi resti di vertebrati tra i quali il Buxolestes ed il Diacodexis.




Echinidi dell' eocene della Florida, USA. 




EOCENE -  le nummuliti sono piccoli fossili della dimensione di una moneta. Tagliate e lucidate le rocce le sezioni mostrano quello che si vede nella foto sotto :






Ecco come si presenta l'eocene nella parte emersa. Una costa con pianura, poche colline e una catena montuosa che si sta sollevando. Grandi mammiferi e vertebrati vivono in mezzo a prati e boschi e foreste. Ci sono tutti le classi : pesci, anfibi, rettili, uccelli e e mammiferi. Manca solo l'uomo.  Ci sono gli antenati dei maiali soprattutto i Ruminanti (pecore, capre e vacche), che avendo saputo sviluppare un apparato digestivo particolare, li fece diventare gli erbivori dominanti.
 
   










CRETACEO - Il Cretaceo prende il nome da creta un sedimento fine che si deposita nel bacino di Parigi.  I dinosauri sono enormi rettili che si sono estinti a fine Cretaceo. I rettili compaiono nel Permiano. Agli inizi i rettili erano animali che discendono dagli anfibi e il nome significa che strisciavano. Hanno 4 zampe piccole  come i coccodrilli. I dinosauri si evolvono nel Giurassico e alla fine del Cretaceo sono estinti. Sono caratteristici del Mesozoico. Comparvero nel Trias e già alla fine di questo periodo erano diffusi abbondantemente. Questo significa che ci sono rettili sia a terra che a mare. Anche un tipo di rettile inizia a volare. Durante il Mesozoico conquistarono tutti gli ambienti: acqua, aria e, in particolare, terra, dove avevano un ruolo dominante, con forme sia erbivore (Diplodoco) sia carnivore (Tirannosauro), anche ad andatura bipede; la maggior parte era di dimensioni eccezionali (fino a 40-50 t di massa), ma alcuni non erano più grandi di un gatto (fig. 1). Al termine di questo periodo i Dinosaurri. si estinsero completamente, per cause non ancora del tutto chiarite. la teoria dell'asteroide spiega che la Terra fu colpita da un meteorite e le polveri si sollevarono oscurando il sole. In seguito l'inverno glaciale fece morire i dinosauri sopravvissuti all'impatto di fame e di freddo. Senza luce le piante sono destinate a morire. Se muoiono le piante non ce cibo per gli erbivori, e senza erbivori i carnivori sono destinati pure a morire. Avevano cranio piccolo con due arcate temporali, osso quadrato fisso, denti impiantati in alveoli (tecodonti), vertebre di tipo vario (opistocele, procele, anficele, platicele), ossa cave, arti anteriori meno sviluppati dei posteriori, corpo talora rivestito di dermascheletro, in forma di solida corazza con placche e aculei. 




UCCELLO - In Germania veniva estratta una pietra da incidere e usare per la stampa su carta (Xilografia). In mezzo alle rocce venne trovato un famoso fossile di uccello rettile. L' Archeopteyix  è un uccello fossile che vive tra la fine del Giurassico e l'inizio del Cretaceo rinvenuto a fine ottocento in una cava di pietra in Germania :













GIURASSICO - Il giurassico prende il nome dalle montagne del Giura al confine con Francia, Italia e Svizzera. In questo posto in mezzo alle rocce si trovano conchiglie fossili come le ammoniti. hanno dimensioni sia piccole che grandi, e sono fatte da un guscio carbonatico avvolto a spirale. Compaiono nel Giurassico e arrivano fino al Cretaceo. hanno una rapida evoluzione, questo significa che registrano lenti ma continui cambiamenti nella dimensione, nella forma e nelle abitudine. Ogni genere contiene specie diverse. E' il segno che l'evoluzione è un continuo cambiamento di animali e piante. Se vogliano fare un paragone pensiamo alle monete o alle automobili. Tutte simili ma mai uguali e ognuna segna un determinato periodo di tempo. Se studiate danno indicazione ambientali sul tipo di mare, vita e biologia.

   
 









LETTERATURA :

Ardito Desio - Geologia Applicata ed Milano

Lupia Palmieri - Globo terrestre e la sua evoluzione ed zanichelli 

Stoppani Antonio 1873 - Geologia statigrafica ed Milano 

Treccani 1938 - I dinosauri ed Roma






domenica 14 settembre 2025

SCIENZE - Geologia Il terremoto in Italia e nel mondo

 

ANTICO - Il periodo antico ha registrato numerosi terremoti che hanno lasciano segno e memoria nei documenti scritti da storici e filosofi. Il cinese Zhang Heng nel 132 d.C. inventò il primo sismoscopio in grado di rilevare la direzione di un sisma. Zhang Heng (132 d.C.): In Cina, inventò il primo sismoscopio, uno strumento in grado di rilevare le scosse e la direzione di un terremoto attraverso dei dragoni e delle palline che cadevano in appositi contenitori. Nel 1751, l'italiano Padre Andrea Bina costruì il primo sismografo a pendolo, mentre in Italia si sono distinti anche geologi come Giuseppe Mercalli e fisici come Padre Atto Maccioni e Padre Timoteo Bertelli. A livello internazionale, nomi chiave sono Robert Mallet, che compilò la prima carta sismica del mondo, e Inge Lehmann, che scoprì il nucleo solido della Terra attraverso lo studio delle onde sismiche. Chi studia i terremoti ? Padre Andrea Bina (1751): Sacerdote benedettino italiano, ideò il primo sismografo a pendolo, uno strumento capace di registrare le caratteristiche di un sisma lasciando solchi nella sabbia. Robert Mallet (1854): Il geologo inglese pubblicò la prima carta sismica del mondo, studiando la distribuzione globale della sismicità e le sue relazioni con la geografia terrestre. Padre Timoteo Bertelli (1868): Religioso italiano che realizzò il primo tromometro (strumento per registrare fenomeni microsismici), avviando la rilevazione continua dell'attività sismica. Giuseppe Mercalli (1902): Geologo e sacerdote italiano, creò una scala di intensità sismica (la scala Mercalli) basata sugli effetti del terremoto. Inge Lehmann (1936): Geofisica danese, scoprì l'esistenza del nucleo interno solido della Terra, fondamentale per comprendere la struttura del nostro pianeta attraverso l'analisi delle onde sismiche. Padre Atto Maccioni: Monaco francescano italiano vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, si distinse nello studio dei precursori sismici. 


SANTORINI - L'eruzione minoica di Thera, anche riferita come eruzione di Thera o eruzione di Santorini, fu una vasta e catastrofica eruzione vulcanica che si stima si sia verificata nella metà del secondo millennio a.C. L'eruzione fu uno dei più grandi eventi vulcanici accaduti sulla Terra, documentata storicamente. L'eruzione devastò l'isola di Thera (o Santorini), compreso l'insediamento minoico ad Akrotiri come pure aree comunitarie e agricole sulle isole vicine e sulle coste di Creta. L 'eruzione sembra avere ispirato certi miti greci e può avere causato scompiglio in Egitto. In aggiunta, si è congetturato che l'eruzione minoica e la distruzione della città di Akrotiri avesse fornito la base o altrimenti l'ispirazione a Platone per la narrazione del mito di Atlantide.

 Misteri Del Passato - IL MITO DI ATLANTIDE La prima volta che venne  menzionata l'isola leggendaria conosciuta con il nome di Atlantide, fu nei  dialoghi Timeo e Crizia scritti nel IV secolo

CRETA - Il terremoto di Creta del 365 o terremoto di Alessandria è stato un evento sismico con epicentro nel mare a sud dell'isola di Creta, avvenuto il 21 luglio del 365. Lo tsunami che ne derivò causò distruzioni ad Alessandria d'Egitto, note dalla testimonianza di Ammiano Marcellino che si trovò presente all'evento (il "giorno dell'orrore")  Si trattò del terremoto più forte registrato nel mar Mediterraneo (con una magnitudo ricostruita compresa tra 8,3 e 8,5), determinato dallo scontro della placca tettonica europea che si immerge (subduzione) sotto la placca egea lungo il piano di subduzione del cosiddetto arco ellenico. 


SPARTA - Sì, Sparta fu gravemente colpita da un terremoto nel 464 a.C., che causò danni significativi e diede il via a una grande rivolta degli Iloti, schiavi messeni, dando inizio alla terza guerra messenica. Sebbene l'antica Sparta non sia stata completamente distrutta, il terremoto fu un evento catastrofico che indebolì la città e contribuì all'escalation delle tensioni con la rivale Atene. Approfittando del caos, gli Iloti si ribellarono, scatenando la "Terza guerra messenica", un lungo e difficile conflitto per Sparta. Sparta chiese aiuto ad Atene, ma la delegazione ateniese fu rispedita indietro a causa di un incidente che aumentò la sfiducia tra le due città. Questo episodio indebolì la posizione degli spartani filo-ateniesi ad Atene e contribuì alla rottura dell'alleanza. Il terremoto rappresentò un grave colpo per le infrastrutture e l'economia di Sparta, costringendola a concentrare le proprie risorse sulla repressione della rivolta degli Iloti. L'incapacità di Sparta di gestire la crisi, insieme all'ascesa di Pericle ad Atene, portarono le due città su posizioni sempre più opposte, culminando nella guerra del Peloponneso. 

 

Il terremoto a Sparta, antica Grecia, 464 a.C., da Hutchinson's History of  the Nations, pub.1915 

 

 

 

MESSINA - Nel 362 d.C., un terremoto devastò Messina e Reggio Calabria, causando anche un maremoto e causando la scomparsa di numerosi centri abitati minori, con una drastica diminuzione della popolazione della Sicilia nord-orientale e della Calabria meridionale. Le città di Messina e Reggio Calabria furono devastate, e numerosi centri abitati minori scomparvero. Si verificò una drastica diminuzione della popolazione in quelle aree. 

ROMANO -      Rinvenimenti archeologici testimoniano che un disastroso terremoto seguito da un maremoto devasta le città di Messina e Reggio Calabria, causando la scomparsa di numerosi centri abitati minori e una drastica diminuzione della popolazione della Sicilia nord‑orientale e della Calabria meridionale. Colpita anche la città di Tindari. A Reggio dopo questo terremoto vengono ricostruite le terme pubbliche e restaurato il vicino palazzo del tribunale I romani riportano nei loro archivi notizie del terremoto del 56 aC e della distruzione della colonia romana di Potentia nel Picenum (3 km a sud di Porto Recanati). Nel 346 viene devastato il Sannio, tanti morti e città  danneggiate in un tratto dell'Appennino Meridionale.  I romani osservano e registrano che zone come Napoli e Capri, Pompei ed Ercolano sono zone sismiche. Tra un terremoto e l'altro passono mesi e anni. Un tempo breve che i romani registrano e segnano sull'annuario. Resta famosa l'eruzione e la distruzione di Pompei nel 79 dC. Anche la Sicilia e la Calabria sono zone sismiche. 

  Rinvenimenti archeologici testimoniano che un disastroso terremoto seguito da un maremoto devasta le città di Messina e Reggio Calabria, causando la scomparsa di numerosi centri abitati minori e una drastica diminuzione della popolazione della Sicilia nord‑orientale e della Calabria meridionale. Colpita anche la città di Tindari. A Reggio calabria dopo questo terremoto vengono ricostruite le terme pubbliche e restaurato il vicino palazzo del tribunale. Benevento viene distrutta la maggior parte di edifici importanti dell'epoca crollano o subiscono danni, in quella occasione datata 375 dC  morirono la metà degli abitanti della città  Roma, la città eterna non viene risparmiata. I romani credono che i terremoti siano punizioni divine, forse vengono puniti per le persecuzioni contro i cristiani.      La città fu colpita da un terremoto che fece crollare statue e i «portici nuovi», forse da identificare con le due parti del portico del Teatro di Pompeo. A questo terremoto è stata inoltre attribuita la responsabilità di un crollo nella navata maggiore della Basilica di San Paolo fuori le mura. Danneggiati anche il Colosseo e l'Anfiteatro romano

Crolli al Colosseo: questo terremoto ha avuto origine nella Marsica presso la zona del Lago Fucino. Qui un movimento di carattere distensivo ha dato origine a un fortissimo terremoto di magnitudo alta (6,5-7 Mw). Il sisma si è risentito in tutto il centro Italia, ma i danni maggiori si sono concentrati nella Marsica. 

 

MEDIOEVO - Nel Medioevo si conoscono pochi terremoti devastanti spesso sono quelli in zone sismiche come Italia ed Europa. Il terremoto del 701 devasta Selinunte e la Sicilia occidentale. Successivamente la città fu interessata solo ancora in modo episodico da insediamenti, per altro molto modesti (e.g. nell'alto medioevo divenne dimora di eremiti e comunità religiose). Il colpo di grazia, infine, le fu inferto da un violentissimo terremoto che, in epoca bizantina (VI-IX secolo), ridusse i suoi monumenti a un cumulo di rovine. Un ultimo vano tentativo di farla rinascere fu fatto in epoca araba (IX-XI secolo) - il cronista Edrisi la chiama "Rahl'-al-Asnam" cioè "villaggio dei pilastri" - dopo di che di Selinunte si perse pure la memoria.  ---  Quello che succede lontano oltre i confini del mondo, poco sappiamo e poco è stato scritto. Zone sismiche sono quelle dell'estremo oriente e dall'Asia come l'India e la Cina. Altri terremoti sono quelli della cintura del pacifico che gli indiani d'America subiscono e con cui sono costretti a convivere. 

 

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 FRIULI - Il terremoto del Friuli del 25 gennaio 1348 ebbe magnitudo massima stimata M ≈ 7,0: si stima che le vittime siano state, complessivamente, tra 9.900 e 20.000 fu un antico terremoto descritto nei libri di storia locale. Secoli dopo altri terremoti sempore nella stessa zona in Friuli, quello del 6 maggio e l’11 ed il 15 settembre 1976 di cui molti ancora si ricordano. Il sisma fu di magnitudo massima stimata M ≈ 7,0 e del X grado della Scala Mercalli, nelle zone più prossime all’epicentro. Il suo epicentro fu tra il Friuli e la Slovenia. Secondo le cronache del tempo, si verificarono 3 scosse: la prima debole, la seconda più forte e la terza, verso le 23:00, rovinosa (le ultime due molto ravvicinate). Ad esse seguirono forti scosse di assestamento fino al 5 marzo. L’evento causò notevoli danni a chiese, a case ed a castelli; molti villaggi furono distrutti; la terra iniziò ad emanare cattivi odori. I danni suddetti interessarono larga parte dell’Italia, nonché la Slovenia ed il vicino Stato austriaco della Carinzia, dove, ad esempio, Villach fu in gran parte distrutta da una frana, innescata dal terremoto: lì non rimase in piedi nemmeno una casa, crollarono molti edifici (tra i quali tutti i conventi ed il duomo) e molte furono vittime; nel contado, poi, furono rasi al suolo oltre 60 tra castelli e ville. Si stima che le vittime siano state, complessivamente, tra 9.900 e 20.000, non solo in Friuli, ma (in Italia) pure nel Bellunese, nel Veronese, nel Vicentino, a Venezia ed in Lombardia. Le scosse sismiche furono avvertite distintamente fino a Pisa, alla Germania ed alla Dalmazia. Danni si ebbero pure assai lontano, ad esempio anche a Roma e, addirittura, a Napoli. In Carnia le vittime furono più di 1.000 ed i danni ingenti: ad esempio, a Tolmezzo crollò il castello; a Gemona del Friuli più della metà delle abitazioni crollò subito o fu successivamente demolita ed il campanile del duomo fu fortemente lesionato seriamente; a Venzone vi furono danni ingenti ed il campanile del duomo fu abbattuto. * Alessandro Martelli Gen 2023

  

  

 

NOTO - Il terremoto della Val di Noto consistette in uno sciame sismico che coinvolse la Sicilia orientale tra il 9 e l’11 gennaio 1693, con epicentro nella costa a largo di Catania. Per tale ragione, dopo i tre terremoti la popolazione sopravvissuta dovette pure affrontare un violento maremoto che coinvolse l’intera costa ionica. Arrivando a colpire pure le zone più lontane dall’epicentro come la Calabria e Messina. Il tutto seguito dall’eruzione dell’Etna, connessa alle scosse, giusto per non farsi mancare nulla.


Val di Noto / Il terremoto del 1693 che sconvolse la Sicilia 

CALABRIA -  Terremoto a Reggio (Calabria) il 28/12/1908. I soldati cercano tra le macerie le vittime del terremoto. Illustrazione di Beltrame Achille Beltrame (Arzignano, 19 marzo 1871 – Milano, 19 febbraio 1945) è stato un illustratore e pittore italiano autore delle copertine del settimanale La Domenica del Corriere dal 1899 al 1944.

MESSINA - Quando si parla di Sicilia e terremoti, il pensiero corre alla terribile scossa avvenuta il 28 dicembre 1908, all’alba, con epicentro proprio sullo stretto di Messina, provocando morte e distruzione. Quel giorno, metà della popolazione della città siciliana perse la vita, mentre dall’altra parte dello stretto, a Reggio Calabria, morì un terzo della popolazione.Complessivamente, oltre 70mila persone, secondo alcune stime addirittura 82mila persone, morirono a causa di quella scossa: si tratta della tragedia più grande di sempre, legata a un evento naturale, mai avvenuta in Europa. Ma non è questa la scossa di terremoto più forte mai percepita nella Sicilia orientale. l’evento sismico più potente a livello nazionale fu il terremoto del 1693 che quasi cancellò Catania.

Il terremoto di Messina del 1908: la più grande catastrofe naturale  europea- Corriere.it

 

MARSICA - Il principale e più disastroso evento sismico storico che ha colpito l'area del Fucino è il terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915, un sisma di magnitudo 7 che ha raso al suolo Avezzano e altri centri della Marsica, causando oltre 30.000 morti e segnando un momento cruciale nella storia della regione. 

 I morti della Marsica sono tanti e sembra non ci siamo ricordi in memoria. Le noltizie viaggiano a mezzo stampa, visto che la radio entra in servizio solo nel 1924. La radio italiana è nata il 6 ottobre 1924 con la prima trasmissione regolare dell'Unione Radiofonica Italiana (URI), l'ente che rappresenta il nucleo dell'attuale RAI. La voce della violinista Ines Viviani Donarelli annunciò l'inaugurazione da Roma, un evento che diede inizio a un nuovo mezzo di comunicazione e intrattenimento per il paese. 

 Il terremoto della Marsica, anche conosciuto come “terremoto di Avezzano”, uno dei centri urbani più devastati dalla scossa. Alle 7:53 del 13 gennaio di cento anni fa, un terribile terremoto di magnitudo 7 (11° grado della scala Mercalli) causa più di 30mila vittime, colpendo un’area molto vasta dell’Italia centrale, con danni anche a Roma.  

  L?Ingv ricorda il terremoto della Marsica del 1915

 

 2015 - Ad aprire la manifestazione, il Presidente dell’Ingv, Stefano Gresta, il Capo del Dpc, Franco Gabrielli, il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, il Presidente dell’Istituzione centenario del terremoto della Marsica, Giovanbattista Pitoni e l’Assessore alla Protezione civile regionale, Mario Mazzocca. “Ricostruzioni: Marsica 1915, L’Aquila 2009” è, invece, il titolo del convegno che si terrà sabato 17 gennaio a Pescina (AQ), presso la Sala Conferenze del Teatro San Francesco. 

 

 

 

 BELICE - 14 gennaio 1968, il terremoto nel Belice A partire dal 14 gennaio del 1968 una serie di forti terremoti creava gravi danni nella zona della Sicilia occidentale conosciuta come Belice, fra Trapani e Palermo. Le scosse più forti si verificarono nella notte fra il 14 ed il 15. La più forte di tutte ebbe magnitudo momento 6.1 e causò le distruzioni maggiori. A Gibellina Vecchia, Montevago e Salaparuta Vecchia, venne raggiunto il X grado nella Scala Mercalli cioè distruzione totale. Le vittime di quel sisma furono centinaia. Oggi sui luoghi dove sorgeva Gibellina vecchia è sorto un monumento, il cretto di Burri (vedi foto più in basso). 1976, i terremoti di maggio e settembre nel Friuli. Nel 1976 una serie di forti terremoti sconvolse il Friuli. L’evento più potente, di magnitudo 6.5, si verificò il 6 maggio 1976 alle 21 della sera, e venne seguito da numerose repliche nei giorni e nei mesi successivi. Il bilancio fu molto pesante, con 990 vittime e migliaia di sfollati. Le aree più vicine all'epicentro furono i comuni di Gemona e Artegna. Dopo una relativa calma durante i mesi estivi, l’11 settembre e il 15 settembre, si verificarono altri forti terremoti, con magnitudo compresa fra 5.8 e 6.0. 

 

I terremoti del '900: Il terremoto del 15 gennaio 1968 nella Valle del  Belice (Parte 2) – INGVterremoti 

 

 FRIULI - Il terremoto del Friuli del 6 maggio 1976. fu un evento catastrofico che colpì la regione del Friuli-Venezia Giulia, causando circa 990 vittime, distruggendo numerose case e infrastrutture e lasciando centinaia di migliaia di persone senza tetto. Il sisma, soprannominato "l'Orcolat", ebbe una scossa principale di magnitudo 6,4-6,5 sulla scala Richter e fu seguito da altre scosse distruttive a settembre. Divenne però anche un esempio di forte resilienza e solidarietà, con la nascita di un modello di ricostruzione che coinvolse la comunità locale e portò alla costituzione della Protezione Civile. 

 

 

 

 

Terremoto Friuli, “Orcolat spezzò vite ma non piegò lo spirito della gente” 

 

 

TERREMOTI RECENTI -  Numerosi sono i terremoti che devastano l'Italia negli ultimi anni del novecento, a cavallo del secondo millennio. Quello del 1997 è il terremoto dell' Umbria. La regione ha un vasto e diffuso patrimonio fatto di centri storici nati prima e che conservano carattiri ch e ci riportano al medioevo. Il centro storico ben conservato, un patrimonio urbano e artistico da proteggere e tutelare.  Quello del 26 settembre 1997 è conosciuto come il terremoto in Umbria e Marche. Una serie di forti terremoti colpìsce l’Appennino centrale fra il 26 settembre 1997 ed il marzo del 1998. Il più forte ebbe magnitudo momento 6.0. Il bilancio fu di 11 morti, centinaia di feriti ed almeno 80.000 case danneggiate. Il terremoto colpì le aree dell’Appennino umbro-marchigiano, causando gravi danni anche al patrimonio artistico ed architettonico, con il crollo della volta della Basilica di San Francesco, ad Assisi, il crollo della lanterna del palazzo comunale di Foligno, ed il danneggiamento degli antichi borghi medievali di montagna. Passano 5 anni e il 31 ottobre 2002, è la volta del terremoto del Molise. I sismometri si muovono e indicano una zona sismica , un tratto dell' Appennino meridionale.  I geologici ci dicono che un terremoto di magnitudo momento 5.7 colpisce il Molise, in particolare la provincia di Campobasso. Le scosse causano il crollo di una scuola a San Giuliano di Puglia, in provincia di Campobasso. Nel crollo muoiono 27 bambini ed una maestra, durante l’orario delle lezioni. Il bilancio generale del sisma è di 30 morti. 

 L' ACQUILA - Il 6 aprile 2009, un altro il terremoto tremendo colpisce la città dell’Aquila. Anche questa volta l'energia liberata supera il quinto grado della scala Mercalli. -- Un terremoto di magnitudo momento 6.3 devasta la città de L’Aquila, in Abruzzo, e decine di Comuni limitrofi. Il terremoto coglie le persone in piena notte e le vittime sono 309. Almeno 80.000 gli sfollati. Crollano anche strutture pubbliche come la Casa dello Studente e parti dell’Università e dell’Ospedale. Il terremoto viene avvertito molto distintamente in tutta l’Italia centrale, anche a Roma, dove vengono lesionate alcune strutture archeologiche. Ancora una volta emerge una totale impreparazione dell’Italia al continuo succedersi di terremoti forti, nonostante siano note da tempo le aree a maggior rischio. L' area dell' Acquila è stata tormentata da tutta una serie terremoti come quelli dei secoli passati. L'Aquila è stata colpita da diversi terremoti storici di rilievo, i più distruttivi dei quali sono quelli del 1703 (il più violento, con oltre 6.000 vittime), del 1461 (con magnitudo 6.5), e il piu recente quello del 2009 (con 309 vittime e ingenti danni). Altri sismi importanti terremoti storici includono quello del 1315, del 1915 (terremoto della Marsica) e quelli altri che verranno dopo come quelli del 2016.   

 Accadde oggi: 6 aprile, un terribile terremoto colpisce L'Aquila -  Fremondoweb

 EMILIA - Il 20 maggio 2012, il terremoto in Emilia. A partire dal 20 maggio 2012 una serie di forti terremoti scuote la pianura padana emiliana, fra le province di Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia, Bologna e Rovigo. Il 20 maggio il terremoto più forte ha una magnitudo momento 6.1. Il 29 maggio una nuova forte scossa, con magnitudo momento 5.9, aggrava i danni e causa nuove vittime. Le vittime dei crolli sono 27. La serie di terremoti continua fino al 2016-2017, un arco di tempo durante il quale viene scosso il terremoto un pezzo dell'Appennino Tosca-emiliano dell’Italia centrale. Fra l’agosto del 2016 ed il gennaio del 2017 si sono verificati forti terremoti sull’Appennino centrale, fra Lazio, Umbria e Marche. L’evento sismico più forte è stato quello del 30 ottobre, con magnitudo momento 6.5, un terremoto meno forte del terremoto più forte in Italia da quello dell’Irpinia del 1980. Ma i danni sono enormi e i morti superano il centinaio. Il terremoto del 24 agosto ha creato devastazione fra i Comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, causando 299 morti. Ad ottobre 2016 ed a gennaio 2017 i terremoti hanno colpito anche le aree più settentrionali, lungo la catena dei Monti Sibillini, causando ancora gravi danni. A cosa servono tutti questi terremoti se la memoria è destinata a cancellare i momenti più dolorosi e considerare i geologi italiano, bravi e preparati, come figli di un Dio minore.  

 A 12 anni dal sisma in Emilia cantieri ancora aperti - Il Sole 24 ORE

 

 

LETTERATURA :

Desio Ardito 1985 - Geologia applicata all' Ingegneria ed Hoepli 

INGV - Istituto Nazionale Geofisica  Vulcanologia di Roma, Napoli, Catania

Martelli Alessandro 2023 - Il terremoto in Friuli 

Mercalli Giuseppe 1907 - I vulcani e i terremoti dell'Italia meridionale

Stoppani Antonio 1883 - La bell' Italia ed Milano

Trevisan & Giglia 2003 - Introduzione alla Geologia, Stratigrafia, Tettonica ed Pacini Firenze

Gresta Stefano 2015 - Il terremoto di Avezzano del 1915 ed INGV Roma

Protezione Civile Italiana -  

 Gabrielli Franco - Protezione Civile Roma

 Università di Chieti e Pescara - Le costruzione di inizio Novecento 

 Regione Abruzzo - Archivio storico 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

giovedì 28 agosto 2025

STORIA - MAGNA GRECIA BRONZI DI RIACE

BRONZO - Il bronzo è una lega antica fatta di rame e stagno. La storia del bronzo è strettamente legata all'Età del Bronzo (circa 3000-1100 a.C. o 2300-800 a.C. a seconda della regione), un'epoca storica caratterizzata dalla scoperta e dall'uso diffuso di questa lega metallica, composta principalmente da rame e stagno. La lega permise di creare strumenti e armi più resistenti rispetto alla pietra o al rame puro, rivoluzionando le tecniche di produzione e favorendo lo sviluppo di società più complesse, con artigianato specializzato, commercio e aumento della demografia. L'introduzione del bronzo segnò la fine dell'Età della Pietra e l'inizio dell'Età dei Metalli, un passaggio cruciale nella storia umana.  Nella Grecia antica il rame era chiamato "χαλκός (chalkós)" ed era un metallo fondamentale, utilizzato per la creazione di utensili, armi e oggetti artistici come le statue fin dall'antichità. Il termine "rame" deriva anche dal greco Κύπρος (kýpros), il nome dell'isola di Cipro, famosa per le sue miniere di rame, da cui deriva il termine latino cuprum.  Il termine greco kassíteros (κασεσίτερος) significa "stagno". Le Cassiteridi, o "Isole dello Stagno", erano un'area geografica distante nell'antichità, ritenuta situata ai confini occidentali delle coste europee.  le Cassiteridi nome dato in antico a più isole dell’arcipelago britannico sud-occidentale (forse le Scilly) e alla Cornovaglia, per via dei giacimenti di stagno (gr. κασσίτερος). Scoperte dai Fenici e dai Cartaginesi, le miniere ebbero importanza fino al 1° sec. d.C. L’Età del Bronzo ha avuto inizia oltre 5.000 anni fa, intorno al 3000 a.C., in diversi luoghi del Medio Oriente, della Mesopotamia e dell’Egitto. Si tratta di una lega metallica, cioè di una combinazione tra due o più elementi di cui almeno uno è un metallo, composta principalmente da rame e stagno. In genere i bronzi contengono anche fosforo, piombo, zinco o berillio, a seconda dalle necessità di lavorazione. Il nuovo materiale fu usato fin da subito nella produzione di armi, per la facilità di lavorazione una volta definita la combinazione corretta, e in seguito per farne medaglie e monete, fino a giungere alle opere d’arte, prodotte a partire dal 2000 a.C. Bronzo usato nell'arte greca per fare statue. I Bronzi di Riace sono due famose statue in bronzo della Grecia antica, rinvenute nel 1972 a largo di Riace Marina, in Calabria. Raffigurano due guerrieri nudi, identificati come Bronzo A (il "giovane") e Bronzo B (il "vecchio"), e sono considerati capolavori dello stile Severo. Le statue sono esposte al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e sono oggetto di studi per determinarne la datazione, la provenienza e l'identità dei personaggi rappresentati.
 



 LETTERATURA :

Paola Bersi, Carlo Ricci 2025 - Storia dell’arte 560 pag

Emanuela Pulvirenti  2022  - Storia dell'arte Ed Zanichelli 632 pag






 

 

giovedì 24 luglio 2025

SCIENZE - Geologia L'oro romano e la miniera spagnola di Las Medulas


Nel primo secolo d.C., il potere imperiale romano inizió a sfruttare il giacimento aurifero di questo posto situato nel nordest della penisola iberica sfruttando una tecnica basata nella forza idraulica. Due secoli dopo, i romani abbandonarono il posto e il paesaggio rimase completamente devastato. Data l’assenza di attivitá industriali successive, le spettacolari impronte dell’uso dell’antica tecnologia romana sono facilmente visibili sia nelle pendenze collinose sia nelle zone di scarico di residui oggi coltivate.



Descrizione di Las Médulas in "Storia Naturale" di Plinio il Vecchio - "Quello che accade a Las Medulas è molto più del lavoro di giganti. Le montagne sono perforate da corridoi e gallerie create a lume di lampada. Per mesi le miniere non sono illuminate dalla luce del sole e molti minatori muoiono all'interno dei cunicoli. Questo tipo di miniera è stato definito Ruina Montium. Le spaccature creatasi all'interno della miniera sono talmente pericolose che è più semplice trovare la purpurina o le perle in fondo al mare che scheggiare questa roccia. Con che pericolo abbiamo costruito la terra!" Plinio affermò anche che 20.000 libre d'oro venivano estratte ogni anno 60.000 lavoratori liberi vennero impiegati in scavi che produssero 5 milioni di libre nel corso di 250 anni (corrispondenti a 1.635.000 kg d'oro).



las Medulas, un’antichissima mina romana patrimonio UNESCO dal 1997.

Quello che possiamo ammirare oggi sono i resti di quest’antica mina, delle imponenti montagne rosse scavate nel tempo grazie alla pazienza e all’astuzia dei nostri antenati. E risulta veramente incredibile pensare che con i pochi strumenti disponibili all’epoca dei romani, si siano ingegnati al punto di creare delle gallerie e poter estrarre l’oro, sfruttando gli elementi naturali a loro disposizione.

Le miniere d'oro in Spagna! La Spagna ha una lunga storia di estrazione dell'oro, con diverse miniere sparse per il paese. Una delle più famose è la miniera d'oro di Las Médulas, situata nella regione di León, nella Spagna nord-occidentale. Questa miniera è stata sfruttata fin dall'epoca romana e rappresenta uno degli esempi più importanti di ingegneria mineraria dell'antichità.

Las Médulas è un sito UNESCO e attira visitatori da tutto il mondo per la sua storia e la sua bellezza naturale. * Meta AI



Letteratura :
Malaguti Cinzia 2025
Wikipedia 2025
Spain.info 2025

mercoledì 23 luglio 2025

SCIENZE - Geologia Terremoto Friuli 1976


Il 6 maggio 1976 un terremoto di magnitudo 6.4 colpisce duramente il Friuli e in particolare la media valle del Fiume Tagliamento, coinvolgendo oltre cento paesi nelle Province di Udine e Pordenone. Il terremoto, avvertito in quasi tutta l’Italia centro-settentrionale, è seguito da numerose repliche, alcune delle quali molto forti. Il 15 settembre una nuova scossa di magnitudo 5.9 provoca ulteriori distruzioni. Perdono la vita complessivamente 965 persone.

Il danno al patrimonio edilizio è enorme e notevole l’impatto sull’economia: circa 15 mila lavoratori perdono il posto di lavoro per la distruzione o il danneggiamento delle fabbriche. Nonostante fosse conosciuta l’elevata sismicità della regione e, in particolare, della zona compresa tra la pianura e i rilievi montuosi, la maggior parte dei comuni colpiti in modo rilevante – come Buia, Gemona e Osoppo – non erano classificati come sismici e non erano quindi soggetti all’applicazione di norme specifiche per le costruzioni.

La forte presenza militare in Friuli consente operazioni di soccorso rapide ed efficaci, facilitando lo sgombero delle macerie, la riattivazione dei servizi, l’allestimento di ricoveri provvisori e cucine da campo. Nelle ore che seguono la scossa, il Governo affida la direzione delle operazioni di soccorso al Commissario straordinario Giuseppe Zamberletti, che sei anni dopo viene nominato Ministro per il Coordinamento della Protezione Civile.

Nella gestione dell’emergenza sono coinvolti da subito il governo regionale e i sindaci dei Comuni colpiti, che lavorano in stretto contatto con il Commissario straordinario. La Regione e le Autonomie locali sono investite di un ruolo importante e complesso che, fino ad allora, era stato gestito prevalentemente a livello centrale. Per la prima volta sono istituiti i “centri operativi”, con l’obiettivo di creare in ciascun Comune della zona colpita un organismo direttivo composto dai rappresentanti di amministrazioni pubbliche e private, sotto la guida del sindaco, per coordinare il soccorso e l’assistenza alla popolazione.

Conoscendo le caratteristiche del territorio e le sue risorse, i sindaci e i cittadini hanno un ruolo centrale anche nella fase di ricostruzione del tessuto urbano e sociale secondo quello che oggi è conosciuto come il “modello Friuli”, secondo il quale la ricostruzione delle case e delle industrie deve avvenire negli stessi luoghi, “dov’erano, com’erano”. In poco più di 15 anni il Friuli rinasce.


Letteratura :

- protezione civile italiana

- vigili del fuoco italia


SCIENZE - Geologia Frana Vajont


Frana del Vajont del 9 ottobre 1963

Vajont è il nome del torrente che scorre nella valle di Erto e Casso, in provincia di Pordenone, per confluire poi nel Piave, davanti a Longarone e a Castellavazzo, in provincia di Belluno.

La morfologia della valle del torrente Vajont, al confine tra Friuli-Venezia Giulia e Veneto, era stata profondamente modificata dalla costruzione di un’imponente diga alta oltre 260 metri, inaugurata nel 1959 come la più grande opera ingegneristica realizzata in Italia per la produzione di energia elettrica. Lo sbarramento creava un lago destinato a raccogliere acqua da tutti i bacini artificiali del Cadore, per poi convogliarla alla centrale elettrica di Soverzene. La diga fu però realizzata senza tenere conto delle caratteristiche morfologiche dei versanti, del tutto inadatti a contenere un serbatoio idroelettrico.



La notte del 9 ottobre 1963 una frana di enormi dimensioni – 270 milioni di metri cubi – si stacca dal versante settentrionale del monte Toc precipitando nelle acque del bacino idroelettrico. L’impatto con l’acqua genera un’onda di circa 50 milioni di metri cubi che travolge prima Erto e Casso per poi scavalcare la grande diga e distruggere gli abitati del fondovalle veneto, tra cui Longarone. 1.917 persone perdono la vita, 400 non saranno mai ritrovate.


Letteratura :
- Vigili del fuoco 2025
- protezione civile 2025

SCIENZE - Geologia Veneto Trentino Friuli

VENETO - Venezia sorge sopra la laguna è la capitale del Veneto. dalle Alpi scendono i fiumi Adige e Piave. La pianura veneta è attraversata dal fiume Po che raggiunto il Polesine presso il mare adriatico forma un delta che fa parte della laguna veneta.


GEOLOGIA - Durante il mesozoico nel bacino trentino veneto si depositano sedimenti sabbiosi lungo la costa e fini in acque profonde e lontane dalla linea di costa. In seguito alcune rocce sedimentarie piu profonde e spinte da forze tettoniche dovute all'orogenesi alpina diventano metamorfiche come : filladi, scisti, gneiss. Le rocce metamorfiche si trovano sepolte, sotto la copertura sedimentaria, spesso formano il basamento delle catene montuose come le alpi.

DOLOMITI - I monti guglie cime  dolomia lavaredo scogliera mare clima tropicale




ALPI - Le Alpi sono una catena montuosa che separa l'Italia dal resto deuropa. Nel tratto veneto ci sono le Alpi venete. In alcuni punti si vedono  le rocce metamorfiche, sono le rocce piu profonde, schiacciate e ricristallizzate. 

PORFIDO - Porfido è una roccia vulcanica con una struttura con grana non uniforme, con fenocristalli immersi in una pasta di fondo. Sempre in Veneto di cavano rocce vulcaniche come il porfido che sono di colore rosso bruno. Una roccia ignea è di tipo vulcanico. Il materiale vulcanico vien erutato come colata, colonna di fumo e cenere, materiale caldo lanciato in aria che dopo cade a terra, a mare e si deposita fino a completo raffreddamento.  Il risultato è un Porfido una roccia ignea, comunemente usata per pavimentazioni di strade, marciapiedi, giardino. 


FILLADI - Le filladi sono rocce metamorfiche a grana fine, caratterizzate da una sfaldatura, una rottura facile puano parallela che ricorda appunto le foglie, da cui il nome (dal greco "phyllon", foglia). Si formano per metamorfismo regionale di rocce sedimentarie come argilliti e mudstone. Le filladi presentano una buona sfaldatura, con minerali come miche (muscovite e clorite) e quarzo, che le conferiscono una lucentezza caratteristica.


FILLADI - Le filladi si originano dal metamorfismo regionale di rocce sedimentarie, in particolare argilliti e mudstone, sottoposte a pressione e temperatura moderate. Hanno una grana fine, maggiore di quella delle ardesie ma inferiore a quella degli scisti. Presentano una foliazione ben definita, dovuta all'orientamento dei minerali lamellari come le miche, che le rende sfaldabili in lamine sottili. Sono composte principalmente da miche (muscovite, clorite), quarzo, e talvolta feldspati e minerali opachi come pirite o magnetite. La colorazione varia, ma spesso è grigio-verde o grigio-argenteo, con una caratteristica lucentezza dovuta alle miche. La caratteristica principale è la capacità di sfaldarsi lungo piani paralleli, formando lamine sottili. Esempi e localizzazione. Le filladi sono diffuse in molte aree del mondo, comprese le Alpi, dove costituiscono il basamento cristallino delle Prealpi venete. In Italia, sono presenti in diverse zone del basamento cristallino delle Alpi meridionali, come nelle Piccole Dolomiti nel Vicentino, nelle Dolomiti bellunesi e in Trentino. Si trovano anche in altre regioni, come la Sardegna, dove si possono osservare filladi con livelli pelitici crenulati e livelli ricchi in quarzo. Differenze da altre rocce.

STRATIGRAFIA - Il trentino nota zona montuosa è stata studiata dai geologi. Del Trentino conosciamo bene rocce e fossili.  In Trentino ci sono rocce antiche, affioramenti del Trias inf dove sono stati definiti diversi piani geologici come : Anisico Carnico Norico Ladinico Retico. Famoso sito geologico sono :  dolomia a Megalodon, calcari halobia Daonella.

TRIAS - Il fossile Halobia è un lamellibranco (una conchiglia) del Triassico, rinvenuto in diverse località, inclusa la regione del Trentino, in Italia. Questi fossili sono particolarmente abbondanti nell'area di Rovereto e dintorni, in particolare sull'altopiano di Brentonico e nella catena del Monte Baldo settentrionale, che sono zone di notevole interesse paleontologico. L'Halobia è un genere di lamellibranchi che visse durante il Triassico superiore, circa 230 milioni di anni fa. I suoi resti fossili si trovano spesso in rocce sedimentarie marine, il che indica che questi organismi vivevano in ambienti marini poco profondi, simili a lagune o baie. 

TRIAS - La presenza di Halobia nel Trentino, insieme ad altri fossili marini, suggerisce che questa regione era un tempo un fondale marino, che poi, nel corso di milioni di anni, si è sollevato e trasformato in montagne. Questo è un esempio di come lo studio dei fossili possa fornire preziose informazioni sulla storia geologica della Terra e sull'evoluzione della vita. 

TRIAS - Per chi fosse interessato a vedere fossili di Halobia e altri reperti fossili, il Museo Mineralogico Monzoni a Vigo di Fassa offre una collezione privata di minerali e fossili delle Dolomiti, inclusi quelli del Triassico, come l'Halobia. Inoltre, la zona del Monte Baldo è un luogo ideale per escursioni paleontologiche, con la possibilità di trovare fossili direttamente in situ, sempre nel rispetto delle normative locali e delle aree protette. 

DINOSAURI - Trentino è una regione ricca di fossili, testimonianze di un passato in cui la zona era molto diversa da come la conosciamo oggi. In particolare, il sito dei Lavini di Marco, vicino a Rovereto, è famoso per le centinaia di impronte di dinosauri risalenti a circa 200 milioni di anni fa. Oltre alle impronte, si possono trovare fossili di organismi marini in varie zone, come la Val Formiga e il Monte Baldo. 

TETTONICA - La regione veneta è formata da una zona montuosa a nord, che passa a collina e pianura verso sud est, poi da una zona costiera. Anche le Alpi venete sono enerse a seguito di una collisione continentale tra africa europa per subduzione di crosta oceanica e continentale, che ga causato un eruzione che ha formato il porfido. In fondo  al mare  durante il mesozoico si formano le dolomiti fatte di dolomia della fm dolomia principale. Si sollevano le Alpi Carniche. La regione è attraversata da grosse faglie che segna le valli del Tonale --- Trentino e Friuli sono zone sismiche attive. I terremoti piu forti quello del Friuli drl 1976.

 FRANA - Una enorme frana si stacca dal versante del monte Toc e si riversa nel lago artificiale sottostante . Il lago artificiale è stato creato dalla diga in cemento armato per avere una riserva d'acqua e produrre energia elettrica. La tragedia del Vajont, fu dovuto ad un errore di valutazione da parte dei progettisti, causa la distruzione di interi paesi come Erto e ??? e la morte di centinaia di persone.


FRANA - Vajont è il nome del torrente che scorre nella valle di Erto e Casso, in provincia di Pordenone, per confluire poi nel Piave, davanti a Longarone e a Castellavazzo, in provincia di Belluno.

La morfologia della valle del torrente Vajont, al confine tra Friuli-Venezia Giulia e Veneto, era stata profondamente modificata dalla costruzione di un’imponente diga alta oltre 260 metri, inaugurata nel 1959 come la più grande opera ingegneristica realizzata in Italia per la produzione di energia elettrica. Lo sbarramento creava un lago destinato a raccogliere acqua da tutti i bacini artificiali del Cadore, per poi convogliarla alla centrale elettrica di Soverzene. La diga fu però realizzata senza tenere conto delle caratteristiche morfologiche dei versanti, del tutto inadatti a contenere un serbatoio idroelettrico.


La notte del 9 ottobre 1963 una frana di enormi dimensioni – 270 milioni di metri cubi – si stacca dal versante settentrionale del monte Toc precipitando nelle acque del bacino idroelettrico. L’impatto con l’acqua genera un’onda di circa 50 milioni di metri cubi che travolge prima Erto e Casso per poi scavalcare la grande diga e distruggere gli abitati del fondovalle veneto, tra cui Longarone. 1.917 persone perdono la vita, 400 non saranno mai ritrovate.




giovedì 10 luglio 2025

SCIENZE - Geologia Italia sud Sicilia Sardegna




APPENNINO - L'appennino meridionale si è formato ---- all' inizio del Miocene quando dalla rotazione osservata nella Placca Iberica quando, durante il processo di ‘apertura’ dell’Oceano Atlantico, si distaccò dalla Placca Europea formando il Golfo di Biscaglia”. La frammentazione e la migrazione verso est della Microplacca Sardo-Corsa, dei Blocchi Kabili e, in seguito, del Blocco Calabro-Peloritano sarebbero avvenute durante l’apertura dei nuovi bacini oceanici liguro-provenzale (avvenuta tra 30 e 15 milioni di anni fa) e tirrenico (tra 10 e 2 milioni di anni fa), in maniera sincrona alla formazione delle catene appenninica e siciliana. “I dati geologici mostrano che il Blocco Peloritano fu incorporato nella catena montuosa siciliana tra 18 e 17 milioni di anni fa”, spiega Gaia Siravo. * Gaia Siravo INGV di Roma

 

 

AVELLINO - In Italia 21 agosto del 1962, un ampio settore dell'Appennino campano, comprendente il Sannio e l'Irpinia, fu colpito da due violente scosse di terremoto, avvenute a distanza di circa dieci minuti l'una dall'altra e che distrussero alcuni comuni nelle province di Benevento ed Avellino. Anni dopo, negli anni ottanta la stessa regione dell'appennino sarà devastata da un altro terremoto. La prima scossa avvenne alle 16.56 locali. Non provocò danneggiamenti ma fece sì che la popolazione, allarmata, lasciasse le proprie abitazioni. Tale decisione fu salvifica, in quanto due ore più tardi, alle 19:09 e alle 19:19, altre due violente scosse colpirono duramente la zona. La più forte, di magnitudo stimata 6.1, provocò danni che si estesero fino alle province di Napoli, Foggia, Caserta e Salerno. Dai ppp0ppdati rilevati dal Genio Civile e dal Ministero dei Lavori Pubblici risultano 68 i comuni chelll vennero danneggiati nelle Province di Benevento e Avellino. Sappiamo, inoltre, che ci furono una ventina di vittime e oltre 16.000 persone rimasero senza una casa. A causa della mancanza di una struttura adeguata di protezione civile, in grado di intervenire in maniera coordinata ed in tempi brevi nel caso di calamità, inoltre, la macchina dei soccorsi si attivò solo dopo qualche giorno. * INGV 


 

 

 

SILA - La Sila è un vasto altopiano dell'Appennino calabro, che si estende per 150.000 ettari attraverso le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro, suddivisa da nord a sud in Sila Greca, Sila Grande e Sila Piccola e caratterizzata dalla presenza di varie cime montuose, altipiani, folte zone boscose e laghi artificiali d'altura.  Il toponimo "Sila" deriva dalla denominazione di epoca romana Silva Brutia, ossia selva, foresta dei Bruzi, in quanto da essi abitata. Il termine latino potrebbe a sua volta derivare dal greco "ὕλη", [yle], col medesimo significato di "foresta". 


SICILIA - I primi anni della sua attività scientifica sono contraddistinti dalle ricerche sulla geologia della Sicilia, condotte attraverso studi di carattere micropaleontologico e sedimentologico applicati all'analisi stratigrafica di diverse successioni sedimentarie, nel cui contesto si è occupato, tra l'altro, delle evaporiti Messiniane della parte centro-meridionale dell'isola e delle successioni torbiditiche oligo-mioceniche (in particolare Flysch Numidico). * Wezel 1970


 SICILIA - La Sicilia di fine ottocento è stata il primo produttore mondiale di zolfo. Il minerale di zolfo veniva estratto dalla solfatara molte delle quali trovasi in provincia di Agrigento e Caltanissetta. Molte sono diventate famose per essere state citate in libri di geologia, letteratura e film. Nell'arte minatori e zolfo compare nel dipinto di Renato Guttuso. La famiglia Pirandello possedeva una miniera di zolfo, una solfatara prima del loro fallimento che porta i Pirandello a trasferirsi a Roma e Luigi a scrivere commedie per il teatro. 


EVAPORITI - Lo zolfo di colore giallo associato ai gessi, si forma a fine miocene quando il mare mediterraneo diventa un grande lago salato, in certi punti sul fondo troviamo solo sale, gessi e zolfo. Il minerale veniva caricato nei forni e lo zolfo fuso veniva raccolto in cassette di legno. In seguito trasportato con carretti al porto per essere spedito  nel nord europa e usato dall' industria chimica di fine ottocento.



PALERMO - Museo geologico e paleontologico Carlo Giorgio Gemmellaro. Il patrimonio del Museo è costituito da oltre 600.000 reperti suddivisi in numerose collezioni, con fossili che abbracciano un intervallo di tempo di oltre 270 milioni di anni di storia geologica e paleontologica siciliana. La superficie espositiva si articola su tre piani secondo un percorso guidato.


PIRANDELLO - Lo zolfo 


PELORITANI - Recenti studi di geologia su Arco calabro - Monti Peloritani sono stati condotti da ricercatori dell'  INGV di Roma.

 







martedì 8 luglio 2025

SCIENZE - Dallo studio dei fossili alla teoria dell' evoluzione

ARISTOTELE - Secondo Aristotele, il mondo è composto da due zone distinte: il mondo sublunare, che include la Terra e i quattro elementi (terra, acqua, aria e fuoco), e il mondo celeste, fatto di etere, una sostanza incorruttibile e incorporea. La Terra, sferica secondo Aristotele, è al centro dell'universo, e tutto il resto, inclusi i pianeti e le stelle, le ruota attorno in sfere concentriche. 

 

VITA - Gli antichi filosofi si interrogano su chi abbia creato l'uomo e il mondo animale e vegetale. Un antico e famoso filosofo è il greco Aristotele.  Aristotele è ritenuto uno dei pensatori universali più innovativi e più influenti di tutti i tempi, sia per la vastità sia per la profondità dei suoi campi di conoscenza, compresa quella scientifica. Insieme a Socrate e Platone, suo maestro, egli è considerato anche uno dei padri del pensiero filosofico occidentale, pensiero che soprattutto da Aristotele ha ereditato problemi, termini, concetti e metodi. - la vita secondo Aristotele. 

 




VITA - La generazione spontanea, o abiogenesi aristotelica, è la teoria secondo cui organismi viventi possono nascere da materia non vivente, come materia organica in decomposizione. Aristotele, nel IV secolo a.C., fu uno dei primi a sostenere questa idea, osservando, ad esempio, come vermi e insetti potessero comparire nel fango o su carne putrefatta. Questa credenza, diffusa fino al XVII secolo, fu poi smentita da esperimenti successivi, come quelli di Francesco Redi (1626-1697), Spallanzani e Pasteur. 




VITA - La vita nasce da un seme o un uovo. Questa tesi fu dimostrata da Francesco Redi, medico di Firenze. Come nasce la vita, una pianta o un animale ? la pianta nasce dal seme e l'animale dall' uovo. La vita e la generazione spontanea. La scoperta delle Americhe non ha solo importanza geografica, ma ha importanza economica per i minerali oro e argento, animali come il bisonte e piante come il pomodoro e la patata. è solo Nel seicento continuano gli studi sulla vita animale e delle piante. A metà del XVII secolo il naturalista italiano Francesco Redi (1626-1697), medico dei Medici di Firenze, eseguì un famoso esperimento per verificare se fosse possibile la generazione spontanea; egli collocò della carne avariata in una serie di recipienti, alcuni chiusi da un coperchio, altri ancora lasciati aperti: in questo modo riuscì a dimostrare che le larve nascevano solo nei recipienti in cui le mosche avevano potuto depositare le uova. Francesco Redi fu scienziato e scrittore (Arezzo 1626 - Pisa 1698). Fu tra i primi ad applicare il metodo sperimentale alle scienze naturali; dimostrò la falsità della generazione spontanea negli Insetti (1668) e fu inoltre autore della prima ricerca estesa e metodica sui vermi parassiti dell'uomo (1684).



SCIENZE - Spesso nelle scienze si deve provare, sostenere certe affermazioni. In caso contrario si smentiscono. Ecco che confutare significa portare prove e testimoni. Sempre confutare significa ribattere un'affermazione, una tesi, ecc., adducendo prove e argomenti diretti a dimostrarla erronea o falsa; contraddire, smentire.confutare una tesi propria o di una altra persona. Per dimostrare la propria tesi nel secolo seicento Galilei Galilei (1564- 1642)di Pisa introduce il metodo sperimentale. Si fanno degli esperimenti e si fanno misure e osservazioni. Si ripetono gli esprimenti. Se i risultati sono gli stessi, si può formulare una teoria o spiegazione di un fenomeno fisico o naturale.
 
VITA - Spesso si crede che la chiesa sia stato un ostacolo al progresso, invece  … Lazzaro Spallanzani è stato un importante biologo, fisiologo e prete italiano del XVIII secolo, noto per i suoi studi sulla generazione spontanea e per i suoi contributi alla comprensione della riproduzione e della digestione. Chi era Lazzaro Spallanzani? Nato a Scandiano (Reggio Emilia) nel 1729, Spallanzani fu un prete e un biologo di spicco.  Era un uomo di grande erudizione, con interessi che spaziavano dalla biologia alla geologia, alla mineralogia, alla chimica e alla fisica. È considerato uno dei padri della biologia sperimentale. Confutazione della generazione spontanea. Spallanzani è famoso per aver confutato la teoria della generazione spontanea, dimostrando che i microrganismi non nascono spontaneamente, ma derivano da altri microrganismi preesistenti.

FOSSILI - La vita è antica quasi quanto la terra. prima nasce la Terrra come pianeta poi gli animali a mare che si spostano a terra e in aria. La ricostruzione della vita di piante e animali si basa sui fossili di uno dei primi paleontologi francesi, Georges Cuvier.  Georges Leopold Chretien Frédéric Dagobert Cuvier (Montbéliard, 23 agosto 1769 – Parigi, 13 maggio 1832) è stato un biologo e naturalista francese. ... Nel 1796, iniziò ad insegnare all'École Centrale du Pantheon e, in occasione dell'inaugurazione dell'Institut de France nell'aprile dello stesso anno, lesse in pubblico il suo primo saggio di paleontologia, che fu in seguito pubblicato, nel 1800, con il titolo Mémoires sur les espèces d'éléphants vivants et fossiles. ...- Cuvier fu il fondatore, in contrapposizione con Jean-Baptiste Lamarck, della teoria delle catastrofi naturali, secondo la quale la maggior parte degli organismi viventi nel passato sarebbero stati spazzati via da numerosi cataclismi e il mondo sarebbe stato ripopolato dalle specie sopravvissute. Cuvier pensa che i fossili trovati appartengano ad animali molto antichi.

 

VITA PREISTORICA - Siamo nel mesozoico, un era geologica mentre il Giurassico è il periodo più famoso conosciuto come nell' era dei dinosauri. Siamo a cavallo dell' ottocento e una donna si dedica allo studio dell' origine della vita basata su dei fossili. Il suo nome è Elizabeth Philpot. Elizabeth Philpot, nata a Londra e vissuta dal 1780 al 1857, si stabilì insieme alle sorelle a Lyme Regis nel 1805, quando il fratello si sposò e, secondo le disposizioni dei genitori, ereditò tutto il patrimonio familiare. Alle sorelle restò solo un modesto appannaggio annuale, insufficiente per continuare a vivere in città. Le sorelle Philpot erano comunque donne istruite, in particolare Elizabeth, accanita lettrice e collezionista di periodici scientifici. Elizabeth Philpot fece da mentore alla giovane Mary Anning, curando la sua cultura di base e mettendola in contatto con alcuni studiosi di cui aveva letto nelle sue pubblicazioni scientifiche. Fu in questo modo che figure del calibro di William Buckland, William Conybeare, Henry De la Beche, Richard Owen e Louis Agassiz ebbero la possibilità di conoscere e studiare forme viventi estinte come lo pterosauro, il plesiosauro e l’ittiosauro, di cui in precedenza non si sospettava neppure l’esistenza. Sotto un acquarello del 1830, del geologo Henry De La Beche, è basato sui fossili trovati da Mary Anning e fu la prima rappresentazione di una scena preistorica, nella contea del Dorset, basata su reperti fossili.

 

 Strane creature, cacciatrici di fossili sulle coste inglesi - Cronache  Letterarie

FOSSILI INGLESI - Mary Anning, vissuta dal 1799 al 1847, era originaria di Lyme Regis, una località costiera del Dorset in cui le coste sono composte da rocce sedimentarie ricche di fossili, soprattutto molluschi e rettili. Poiché già suo padre raccoglieva fossili e li vendeva come souvenir ai turisti, Mary sviluppò una grande abilità nel riconoscerli e nell’estrarli dalla roccia senza danneggiarli. I primi dinosauri accuratamente studiati sono stati scoperti proprio da lei nelle rocce costiere di Lyme Regis. Tutti i principali paleontologi inglesi del XIX secolo – ossia il gotha dei paleontologi del mondo – si rivolgevano a lei per ottenere esemplari rari e in buono stato di conservazione.

 Ottobre 1858 caccia ai fossili a Pegwell Bay

 DINOSAURI - I resti fossili dei primi dinosauri sono scoperti nel Dorset, sulla costa inglese sud occidentale. Mary Annig fra settecebnto e ottocento diventa una cercatrice di fossili da rivendere ai turisti o a scienziati interessati per le collezioni dei musei come il Bristh Museum . La caccia ai fossili in Gran Bretagna ebbe la sua “età d’oro” nella prima metà del XIX secolo.  Le persone hanno raccolto fossili per divertimento e profitto, nonché per lo studio accademico.  Mary Anning raccolse fossili dalle rocce lungo la riva vicino a Lyme Regis e li vendette per sostenere la sua famiglia.  Aveva poca istruzione formale, ma una straordinaria capacità di trovare fossili.  Lo scheletro di ittiossauro, e molti degli altri reperti di Mary, sono stati utilizzati dai principali scienziati del tempo come base per le loro nuove teorie sulla storia della Terra. 

 

 

 

Mary Anning: How A Poor British Carpenter's Daughter Became "The Greatest  Fossil Hunter Ever Known" | A Mighty Girl 

ROMANZO - Strane creature è un romanzo che racconta la stria du due donne nell' Inghlterra vittoriana  di inizia ottocento. due donne che si dedicano alla raccolta, studio di fossili e di specie vissute nella presistoria. esseri mostruosi come i dinosauri, piovre giganti e enormi draghi vissuti in un lontano passato. di esseri mostruosi è piena la letteratura antica e moderna. Ne citiamo alcuni. La figura del Kraken, un mostro marino leggendario spesso raffigurato come una piovra gigante, compare in molte opere letterarie e cinematografiche, rappresentando una forza della natura potente e temibile. Altre piovre giganti (non definite "kraken", però) appaiono in diverse opere letterarie, come Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne, Moby Dick di Herman Melville e I lavoratori del mare di Victor Hugo.


Strane creature

 

 MAMMUTH - Georges Cuvier è stato un naturalista francese che ha avuto un ruolo fondamentale nello studio dei mammut. Nel 1796, fu il primo a identificare correttamente i resti di mammut come appartenenti a una specie estinta di elefante, separandoli dalle credenze popolari che li associavano a creature mitologiche o a elefanti viventi. Cuvier, con le sue ricerche anatomiche, dimostrò che i mammut non erano semplicemente elefanti presenti in terre remote o creature leggendarie. In particolare, nel 1796, pubblicò un'analisi comparativa dei denti di elefante asiatico e di mammut, evidenziando le differenze morfologiche che indicavano specie distinte. La sua identificazione del mammut come specie estinta e la sua teoria delle catastrofi (che spiegava le estinzioni di massa come risultato di eventi geologici improvvisi) hanno avuto un impatto significativo sulla paleontologia e sulla biologia dell'epoca. Sebbene la sua teoria delle catastrofi sia stata superata, il suo contributo all'identificazione del mammut come specie distinta e alla comprensione della sua estinzione rimane fondamentale. 

 

MAMMUTH - Lui Mastodon americano, 𝑀𝑎𝑚𝑚𝑢𝑡 𝑎𝑚𝑒𝑟𝑖𝑐𝑎𝑛𝑢𝑚. Molti esemplari raccolti in Ohio sono costituiti da denti o zanne isolate, ma sono stati trovati numerosi esemplari quasi completi. Un esempio popolare noto come Mastodon Conway è disponibile in mostra allo Ohio History Center di Columbus, Ohio. Mastodons vagava nel continente nordamericano dalla epoca del tardo Miocene o dalla prima epoca di Pliocene, circa 5 milioni di anni fa, fino alla loro estinzione verso la fine dell'epoca del pleistocene, circa 10.000 a 11000 anni fa. La dimensione corporea media di 𝑀𝑎𝑚𝑚𝑢𝑡 𝑎𝑚𝑒𝑟𝑖𝑐𝑎𝑛𝑢𝑚 era di circa 7 piedi (2,1 m) di altezza a 10 piedi (3,1 m) di lunghezza. I grandi mastodoni potrebbero pesare fino a 6 tonnellate (5.443 kg). Illustrazione sotto di Madison Perry.

Nessuna descrizione della foto disponibile. 


ANATOMIA - In sintesi, l'anatomia comparata è una disciplina fondamentale per comprendere l'evoluzione e la diversità del mondo vivente, fornendo informazioni chiave sulla storia evolutiva degli organismi e sulle loro caratteristiche funzionali. Nel secolo ottocento prosegue lo studio di animali e piante, della medicina, della biologia e dell' astronomia. per spiegare i resti fossili di animali antichi si riccore all' anatomia comparata. L'anatomia comparata è lo studio delle somiglianze e differenze nelle strutture anatomiche degli organismi, con l'obiettivo di comprendere le relazioni evolutive e le funzioni adattative. Essa analizza le strutture di diverse specie, cercando omologie (strutture simili con un'origine evolutiva comune) e cercando di ricostruire la storia evolutiva dei gruppi di vertebrati. L' anatomia comparata esamina le somiglianze e differenze nelle strutture di diversi organismi, come ossa, organi e tessuti. Aiuta a capire come le specie sono correlate tra loro attraverso lo studio delle strutture omologhe (ad esempio, le ossa del braccio umano, l'ala di un pipistrello, la pinna di una balena). In questo modo somprende come le strutture si sono adattate alle diverse esigenze degli organismi in base al loro ambiente e stile di vita. Collabora con altre discipline come l'embriologia, la biologia dello sviluppo e la paleontologia per ricostruire la storia evolutiva e funzionale degli organismi. 


CUVIER - Georges Cuvier, importante naturalista francese, pubblicò diverse opere nel campo della zoologia e della paleontologia, tra cui "Le règne animal distribué d'après son organisation" (1817) e "Recherches sur les ossemens fossiles de quadrupèdes" (1812). Quest'opera è considerata un pilastro della tassonomia animale, dove Cuvier presentò il suo sistema di classificazione basato sull'organizzazione interna degli animali. 



CUVIER -  Ad inizio ottocento nelle università si studia l' Anatomia comparata: Cuvier fu un pioniere nell'anatomia comparata, che gli permise di ricostruire forme di animali estinti a partire da frammenti di ossa. La teoria di Cuvier, nota come catastrofismo, è stata sviluppata nei primi anni del XIX secolo. Cuvier, basandosi sull'osservazione dei fossili e sulla anatomia comparata, ipotizzò che la storia della vita sulla Terra fosse caratterizzata da periodi di relativa stabilità interrotti da eventi catastrofici che portavano all'estinzione di molte specie. Il fatto che antiche specie di animali e di piante non si trovano piùsulla Terra, ha portato ad ipotizzare un' estinzione di massa. Coasa è e come si spiegano le grandi Estinzioni di massa è stato un tema molto discusso nel secolo ottocento ?  Questi eventi catastrofici, come ipotizzava Cuvier, portavano all'estinzione di intere specie, e in seguito la vita si ripopolava con nuove forme. Uno degli esempi più noti di catastrofe, secondo Cuvier, era il Diluvio Universale, che avrebbe causato ampie estinzioni. Sotto ritratto di George Cuvier.

 

Georges Cuvier


CUVIER - Cuvier fu un pioniere dell'anatomia comparata, studiando le strutture anatomiche di diverse specie per classificare gli animali in gruppi fondamentali. Cuvier studia i resti (scheletri, gusci, carboni e impronte di piante antiche)  di animali antichi ed estinti. è il fondatore della paleontologia. La teoria di Cuvier, nota come catastrofismo, propone che i cambiamenti geologici e biologici siano il risultato di eventi catastrofici improvvisi, come grandi inondazioni o terremoti, piuttosto che di processi lenti e graduali. Cuvier, fondatore della paleontologia, osservò che le specie fossili erano diverse da quelle attuali e che molte si erano estinte, attribuendo queste estinzioni a eventi catastrofici. Il mondo sarebbe stato soggetto a cataclismi come diluvi universali, che avrebbero causato estinzioni di massa. Dopo ogni catastrofe, la Terra sarebbe stata ripopolata da nuove specie, non necessariamente discendenti da quelle precedenti. Cuvier, pur riconoscendo la mutevolezza della natura attraverso i fossili, non credeva nell'evoluzione delle specie, sostenendo che le specie create fossero fondamentalmente diverse tra loro e non collegate da un processo di trasformazione. In sostanza, la teoria del catastrofismo di Cuvier, sebbene oggi superata, fu un tentativo di spiegare la presenza di specie estinte e i cambiamenti geologici osservati, senza ricorrere alla teoria dell'evoluzione. 


CUVIER - Cuvier fu un pioniere dell'anatomia comparata, studiando le somiglianze e le differenze tra le strutture anatomiche di animali diversi, sia viventi che fossili. In questo lavoro, Cuvier esaminò i fossili di vertebrati, sviluppando la teoria del catastrofismo e contribuendo alla nascita della paleontologia dei vertebrati. Le opere di Cuvier ebbero un'enorme influenza nel mondo scientifico, contribuendo a definire le basi della zoologia moderna e della paleontologia. 



Sulla pista dei fossili: i precursori della paleontologia

 

 

DARWIN - Charles Darwin (Shrewsbury, 12 febbraio 1809 - Londra, 19 aprile 1882) fu un illustre biologo e naturalista britannico. Il padre Robert esercitava la professione medica e suo nonno, Erasmo Darwin, era un noto pensatore e naturalista. Dopo aver completato gli studi di base nel 1818, Darwin entrò alla Shrewsbury School, dimostrando una predilezione per le discipline scientifiche rispetto a quelle umanistiche. Durante il tempo libero, Darwin era appassionato di raccolta di insetti e di uova di volatili. Nel 1825 il padre iscrisse Charles Darwin a medicina presso l'Università di Edimburgo ma con scarsi risultati, tanto da non conseguire la laurea. Nel 1828 lo iscrisse quindi al Christ's College di Cambridge dove si diplomò, appassionandosi fortemente alla storia naturale. John Stevens Henslow, un chierico-botanico e suo professore di biologia, ne stimolò fortemente l’interesse per la scienza e nel 1831, fu invitato a viaggiare come naturalista non pagato a bordo della HMS Beagle. Si trattò di un viaggio scientifico intorno al mondo durato cinque anni (1831-1836) durante il quale Darwin lavorò sviluppando straordinarie doti di osservazione e analisi (“Il mio successo come uomo di scienza, qualunque esso sia stato, è dovuto, mi sembra, a diverse e complesse qualità e condizioni intellettuali. Le più importanti […] gran diligenza nell’osservare e raccogliere dati di fatto”).  Nel 1839 sposò Emma Wedgwood, cugina di primo grado, da cui ebbe 10 figli. Le osservazioni di Charles Darwin sullo sviluppo dei figli diedero inizio alla ricerca che culminò nel libro L'espressione delle emozioni nell'uomo e negli animali, pubblicato nel 1872, e nel suo articolo Uno schizzo biografico di un bambino, pubblicato in mente nel 1877. L'origine delle specie pubblicata il 24 novembre 1859, è un libro dove Darwin spiegava la sua teoria dell'evoluzione, 

 

 File:Voyage of the Beagle-en.svg - Wikibooks, manuali e ...

 

DARWIN - La teoria di Darwin ha rivoluzionato il modo in cui l'uomo si vede, accettando che l'uomo è un animale e che, come tutte le altre specie, è il risultato di un lungo processo evolutivo. Darwin stesso ha elaborato un diagramma, noto come "l'albero della vita", che rappresenta le relazioni evolutive tra le diverse specie. Questo diagramma illustra come tutte le forme di vita siano collegate tra loro attraverso una storia evolutiva comune. La teoria di Darwin ha suscitato un ampio dibattito, soprattutto riguardo all'evoluzione umana, dato che si poneva in contrasto con la visione tradizionale della creazione secondo la Bibbia. In sintesi, mentre Darwin non ha studiato specificamente l'uomo come specie Homo sapiens, la sua teoria dell'evoluzione fornisce il quadro scientifico per comprendere l'origine e l'evoluzione dell'uomo, così come quella di tutte le altre specie viventi. Sotto foto di un appunto scritto da darwin. 



Co-evoluzione e simbiomi: proposto un nuovo paradigma alla base dell'albero  della vita – Pikaia



 

 

EVOLUZIONE - Charles Darwin, lo scienziato noto per la sua teoria dell'evoluzione, non si concentrò direttamente sul genere Homo nel senso specifico di "Homo sapiens" come specie. Tuttavia, la sua teoria dell'evoluzione, che spiega come le specie di animali e piante si trasformano nel tempo attraverso la selezione naturale, ha implicazioni fondamentali per la comprensione dell'origine e dell'evoluzione della specie umana. L'evoluzione umana secondo Darwin: Secondo Darwin, le caratteristiche che permettono a un individuo di sopravvivere e riprodursi meglio nel proprio ambiente vengono trasmesse alla progenie, portando a cambiamenti nelle popolazioni nel corso del tempo. Questo processo, chiamato selezione naturale, ha portato alla diversificazione della vita sulla Terra, inclusa l'evoluzione della specie umana. 

 L'Evoluzione - BioForFun

FILM - Il Film "Creation" è un film del 2009 diretto da Jon Amiel che narra la vita di Charles Darwin, concentrandosi sul suo rapporto con la famiglia e la moglie, Emma, mentre lotta con la stesura del suo libro "L'origine delle specie". Il film esplora le sfide personali e intellettuali che Darwin affronta, in particolare il conflitto tra le sue teorie scientifiche e la fede religiosa della moglie, Emma, a seguito della morte della loro amata figlia Annie. Devastato dalla morte della figlia, Charles Darwin sprofonda in una profonda depressione e non riesce a completare il proprio libro sull'evoluzione. La moglie Emma, infervorata dalla superstizione religiosa, cerca di impedirgli di tornare al lavoro.


Creation - Film (2009) - MYmovies.it

 

FILM - Giurassic Park è un film del  1993. Grazie al DNA fossilizzato nell'ambra, John Hammond riporta in vita diverse specie di dinosauri e crea Jurassic Park, un parco a tema su un'isola in Costa Rica. Ma quello che sembrava un sogno diventa rapidamente un incubo.

Jurassic Park Art Movie Poster Print & Unframed Canvas Prints | eBay 

 

 

 

HOMO - La specie a cui noi tutti apparteniamo è l' Homo sapiens . Questa specie non discende dalle scimmie , ne fa proprio parte. E non per via di una certa somiglianza fisica: nelle nostre cellule ci sono tracce che non lasciano dubbi.  Nonostante le differenze, Homo sapiens e gli scimpanzé condividono circa il 98% del loro DNA, secondo il WWF Svizzera. Questa forte somiglianza genetica sottolinea la stretta parentela evolutiva. --- L’ordine zoologico dei Primati comparve sulla Terra 65 milioni di anni fa. Oggi comprende specie molto differenti tra loro come i gorilla , i lemuri , i macachi e, appunto, l’uomo. Gli studi paleontologici (l’analisi dell’anatomia delle specie estinte, ossia della loro forma) e quelli molecolari ( l’analisi dei geni e delle proteine contenute nei tessuti), confermano che l’uomo e le grandi scimmie africane quali gorilla e scimpanzé sono derivati da un processo evolutivo comune . I geni sono i "pezzetti" che compongono il dna (vedi sotto) e rappresentano l'unità ereditaria fondamentale degli esseri viventi.Ossia la caratteristica che si trasmette di generazione in generazione.

Dall'evoluzione dei primati all'evoluzione culturale dell'uomo 

 


HOMO - A fine settecento lo scienziato svedese carlo Linneo classifica molte le specie viventi, che raggruppa in famiglie, specie e generi. Ad ogni specie vecchia o nuova corrispondono 2 nomi in latino, uno per il genere e l'altro per la specie. Nel caso dell' uomo il nome scientifico è : Homo sapiens. siamo a metà ottocento, in Inghilterra lo scienziato Charles Darwin  sostiene che tutte le specie viventi discendano da specie più vecchie. Le specie nuove si separano da altre più vecchie e sono arrivate a noi come li vediamo oggi sia a terra, sia a mare che in aria.  La frase "l'uomo discende dalla scimmia" è una semplificazione imprecisa. Le scimmie attuali e gli esseri umani condividono un antenato comune, ma non siamo diretti discendenti delle specie di scimmie che vediamo oggi. In altre parole, l'uomo e le scimmie attuali sono come cugini che condividono un antenato vissuto molto tempo fa. Homo sapiens e le grandi scimmie africane (scimpanzé, bonobo e gorilla) condividono un antenato comune che visse circa 6-8 milioni di anni fa. L'evoluzione non è una linea retta, ma un albero ramificato. Homo sapiens e le scimmie attuali sono rami diversi dello stesso albero, non uno il discendente diretto dell'altro. 

Darwin Day 2024. L'Uomo di Neanderthal al fiume Tanaro | Ambiente & Cultura 

HOMO - Molti pensano che Darwin abbia scritto e detto nel suo libro che l'uomo discenda dalla scimmia. L 'uomo discende dalla scimmia non è scritto nel libro del 1856 di Charles Darwin Homo. Darwin non ha scritto un'opera dedicata specificamente all'evoluzione umana, ma la sua teoria dell'evoluzione, presentata ne "L'origine delle specie", implica chiaramente che anche l'uomo discende da antenati comuni ad altre specie. Sotto la caricatura di Charles Darwin apparsa poco tempo dopo la pubblicazione del suo libro a Londra. 

Un nuovo tentativo di screditare Darwin e la teoria dell'evoluzione – Pikaia

HOMO - I fossili documentano nel dettaglio i cambiamenti evolutivi che, soprattutto negli ultimi 3 milioni di anni, hanno caratterizzato i nostri antenati estinti. In base ai reperti rinvenuti dai paleontologi si ipotizza che uomo, gorilla, scimpanzé e scimmie bonobo siano derivati da una forma comune di grande scimmia che viveva in Africa tra 5 e 10 milioni di anni fa . Gli studi sulle molecole sottolineano inoltre l’estrema affinità del dna umano  con quello delle grandi scimmie africane, con differenze anche inferiori al 2 per cento.

 PREISTORIA - Durante la preistoria l' uomo vive nelle grotte, o in capanne per spostarsi durante la caccia di animali ferosi di cui si nutre. Con la scoperta del fuoco mangia cibo cotto, si riscalda e fonde la pietra per ricavare metalli. Inizia a scolpire la pietra e costruisce armi, lancia, frecce e arco da usare durante la caccia.  Le donne sono impegnate a cucinare, cucire e lavorare la pelle degli animali uccisi durante la caccia.    

 

 L'uomo primitivo - Laboratori Dì Natura





 LETTERATURA :

Carlo Linneo - La classificazione di piante e animali ed Stoccolma

Charles Darwin - L' evoluzione della specie ed Londra

Clarence King. 1877 - Catastrophism and Evolution ed Chicago

George Cuvier - la teoria delle catastrofi ed Parigi

Gregor Mendel -  la pianta di pisello e i caratteri ereditari ed 

Robert Hooke - Animali microscopici e la cellula ed Londra

Franco Lucisano - l' evoluzione delle specie viventi ed zanichelli

Giovanni Altadonna - Geoge Cuvier e i fossili ed Catania