ANTICO - Il periodo antico ha registrato numerosi terremoti che hanno lasciano segno e memoria nei documenti scritti da storici e filosofi. Il cinese Zhang Heng nel 132 d.C. inventò il primo sismoscopio in grado di rilevare la direzione di un sisma. Zhang Heng (132 d.C.): In Cina, inventò il primo sismoscopio, uno
strumento in grado di rilevare le scosse e la direzione di un terremoto
attraverso dei dragoni e delle palline che cadevano in appositi
contenitori. Nel 1751, l'italiano Padre Andrea Bina costruì il primo sismografo a pendolo, mentre in Italia si sono distinti anche geologi come Giuseppe Mercalli e fisici come Padre Atto Maccioni e Padre Timoteo Bertelli. A livello internazionale, nomi chiave sono Robert Mallet, che compilò la prima carta sismica del mondo, e Inge Lehmann, che scoprì il nucleo solido della Terra attraverso lo studio delle onde sismiche. Chi studia i terremoti ? Padre Andrea Bina (1751): Sacerdote benedettino italiano, ideò il primo sismografo a pendolo, uno strumento capace di registrare le caratteristiche di un sisma lasciando solchi nella sabbia. Robert Mallet (1854): Il geologo inglese pubblicò la prima carta sismica del mondo, studiando la distribuzione globale della sismicità e le sue relazioni con la geografia terrestre. Padre Timoteo Bertelli (1868): Religioso italiano che realizzò il primo tromometro (strumento per registrare fenomeni microsismici), avviando la rilevazione continua dell'attività sismica. Giuseppe Mercalli (1902): Geologo e sacerdote italiano, creò una scala di intensità sismica (la scala Mercalli) basata sugli effetti del terremoto. Inge Lehmann (1936): Geofisica danese, scoprì l'esistenza del nucleo interno solido della Terra, fondamentale per comprendere la struttura del nostro pianeta attraverso l'analisi delle onde sismiche. Padre Atto Maccioni: Monaco francescano italiano vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, si distinse nello studio dei precursori sismici.
SANTORINI - L'eruzione minoica di Thera, anche riferita come eruzione di Thera o eruzione di Santorini, fu una vasta e catastrofica eruzione vulcanica che si stima si sia verificata nella metà del secondo millennio a.C. L'eruzione fu uno dei più grandi eventi vulcanici accaduti sulla Terra, documentata storicamente. L'eruzione devastò l'isola di Thera (o Santorini), compreso l'insediamento minoico ad Akrotiri come pure aree comunitarie e agricole sulle isole vicine e sulle coste di Creta. L 'eruzione sembra avere ispirato certi miti greci e può avere causato scompiglio in Egitto. In aggiunta, si è congetturato che l'eruzione minoica e la distruzione della città di Akrotiri avesse fornito la base o altrimenti l'ispirazione a Platone per la narrazione del mito di Atlantide.
CRETA - Il terremoto di Creta del 365 o terremoto di Alessandria è stato un evento sismico con epicentro nel mare a sud dell'isola di Creta, avvenuto il 21 luglio del 365. Lo tsunami che ne derivò causò distruzioni ad Alessandria d'Egitto, note dalla testimonianza di Ammiano Marcellino che si trovò presente all'evento (il "giorno dell'orrore") Si trattò del terremoto più forte registrato nel mar Mediterraneo (con una magnitudo ricostruita compresa tra 8,3 e 8,5), determinato dallo scontro della placca tettonica europea che si immerge (subduzione) sotto la placca egea lungo il piano di subduzione del cosiddetto arco ellenico.
SPARTA - Sì, Sparta fu gravemente colpita da un terremoto nel 464 a.C., che causò danni significativi e diede il via a una grande rivolta degli Iloti, schiavi messeni, dando inizio alla terza guerra messenica. Sebbene l'antica Sparta non sia stata completamente distrutta, il terremoto fu un evento catastrofico che indebolì la città e contribuì all'escalation delle tensioni con la rivale Atene. Approfittando del caos, gli Iloti si ribellarono, scatenando la "Terza guerra messenica", un lungo e difficile conflitto per Sparta. Sparta chiese aiuto ad Atene, ma la delegazione ateniese fu rispedita indietro a causa di un incidente che aumentò la sfiducia tra le due città. Questo episodio indebolì la posizione degli spartani filo-ateniesi ad Atene e contribuì alla rottura dell'alleanza. Il terremoto rappresentò un grave colpo per le infrastrutture e l'economia di Sparta, costringendola a concentrare le proprie risorse sulla repressione della rivolta degli Iloti. L'incapacità di Sparta di gestire la crisi, insieme all'ascesa di Pericle ad Atene, portarono le due città su posizioni sempre più opposte, culminando nella guerra del Peloponneso.
MESSINA - Nel 362 d.C., un terremoto devastò Messina e Reggio Calabria, causando anche un maremoto e causando la scomparsa di numerosi centri abitati minori, con una drastica diminuzione della popolazione della Sicilia nord-orientale e della Calabria meridionale. Le città di Messina e Reggio Calabria furono devastate, e numerosi centri abitati minori scomparvero. Si verificò una drastica diminuzione della popolazione in quelle aree.
ROMANO - Rinvenimenti archeologici testimoniano che un disastroso terremoto seguito da un maremoto devasta le città di Messina e Reggio Calabria, causando la scomparsa di numerosi centri abitati minori e una drastica diminuzione della popolazione della Sicilia nord‑orientale e della Calabria meridionale. Colpita anche la città di Tindari. A Reggio dopo questo terremoto vengono ricostruite le terme pubbliche e restaurato il vicino palazzo del tribunale I romani riportano nei loro archivi notizie del terremoto del 56 aC e della distruzione della colonia romana di Potentia nel Picenum (3 km a sud di Porto Recanati). Nel 346 viene devastato il Sannio, tanti morti e città danneggiate in un tratto dell'Appennino Meridionale. I romani osservano e registrano che zone come Napoli e Capri, Pompei ed Ercolano sono zone sismiche. Tra un terremoto e l'altro passono mesi e anni. Un tempo breve che i romani registrano e segnano sull'annuario. Resta famosa l'eruzione e la distruzione di Pompei nel 79 dC. Anche la Sicilia e la Calabria sono zone sismiche.
Rinvenimenti archeologici testimoniano che un disastroso terremoto seguito da un maremoto devasta le città di Messina e Reggio Calabria, causando la scomparsa di numerosi centri abitati minori e una drastica diminuzione della popolazione della Sicilia nord‑orientale e della Calabria meridionale. Colpita anche la città di Tindari. A Reggio calabria dopo questo terremoto vengono ricostruite le terme pubbliche e restaurato il vicino palazzo del tribunale. Benevento viene distrutta la maggior parte di edifici importanti dell'epoca crollano o subiscono danni, in quella occasione datata 375 dC morirono la metà degli abitanti della città Roma, la città eterna non viene risparmiata. I romani credono che i terremoti siano punizioni divine, forse vengono puniti per le persecuzioni contro i cristiani. La città fu colpita da un terremoto che fece crollare statue e i «portici nuovi», forse da identificare con le due parti del portico del Teatro di Pompeo. A questo terremoto è stata inoltre attribuita la responsabilità di un crollo nella navata maggiore della Basilica di San Paolo fuori le mura. Danneggiati anche il Colosseo e l'Anfiteatro romano
Crolli al Colosseo: questo terremoto ha avuto origine nella Marsica presso la zona del Lago Fucino. Qui un movimento di carattere distensivo ha dato origine a un fortissimo terremoto di magnitudo alta (6,5-7 Mw). Il sisma si è risentito in tutto il centro Italia, ma i danni maggiori si sono concentrati nella Marsica.
MEDIOEVO - Nel Medioevo si conoscono pochi terremoti devastanti spesso sono quelli in zone sismiche come Italia ed Europa. Il terremoto del 701 devasta Selinunte e la Sicilia occidentale. Successivamente la città fu interessata solo ancora in modo episodico da insediamenti, per altro molto modesti (e.g. nell'alto medioevo divenne dimora di eremiti e comunità religiose). Il colpo di grazia, infine, le fu inferto da un violentissimo terremoto che, in epoca bizantina (VI-IX secolo), ridusse i suoi monumenti a un cumulo di rovine. Un ultimo vano tentativo di farla rinascere fu fatto in epoca araba (IX-XI secolo) - il cronista Edrisi la chiama "Rahl'-al-Asnam" cioè "villaggio dei pilastri" - dopo di che di Selinunte si perse pure la memoria. --- Quello che succede lontano oltre i confini del mondo, poco sappiamo e poco è stato scritto. Zone sismiche sono quelle dell'estremo oriente e dall'Asia come l'India e la Cina. Altri terremoti sono quelli della cintura del pacifico che gli indiani d'America subiscono e con cui sono costretti a convivere.
FRIULI - Il terremoto del Friuli del 25 gennaio 1348 ebbe magnitudo massima stimata M ≈ 7,0: si stima che le vittime siano state, complessivamente, tra 9.900 e 20.000 fu un antico terremoto descritto nei libri di storia locale. Secoli dopo altri terremoti sempore nella stessa zona in Friuli, quello del 6 maggio e l’11 ed il 15 settembre 1976 di cui molti ancora si ricordano. Il sisma fu di magnitudo massima stimata M ≈ 7,0 e del X grado della Scala Mercalli, nelle zone più prossime all’epicentro. Il suo epicentro fu tra il Friuli e la Slovenia. Secondo le cronache del tempo, si verificarono 3 scosse: la prima debole, la seconda più forte e la terza, verso le 23:00, rovinosa (le ultime due molto ravvicinate). Ad esse seguirono forti scosse di assestamento fino al 5 marzo. L’evento causò notevoli danni a chiese, a case ed a castelli; molti villaggi furono distrutti; la terra iniziò ad emanare cattivi odori. I danni suddetti interessarono larga parte dell’Italia, nonché la Slovenia ed il vicino Stato austriaco della Carinzia, dove, ad esempio, Villach fu in gran parte distrutta da una frana, innescata dal terremoto: lì non rimase in piedi nemmeno una casa, crollarono molti edifici (tra i quali tutti i conventi ed il duomo) e molte furono vittime; nel contado, poi, furono rasi al suolo oltre 60 tra castelli e ville. Si stima che le vittime siano state, complessivamente, tra 9.900 e 20.000, non solo in Friuli, ma (in Italia) pure nel Bellunese, nel Veronese, nel Vicentino, a Venezia ed in Lombardia. Le scosse sismiche furono avvertite distintamente fino a Pisa, alla Germania ed alla Dalmazia. Danni si ebbero pure assai lontano, ad esempio anche a Roma e, addirittura, a Napoli. In Carnia le vittime furono più di 1.000 ed i danni ingenti: ad esempio, a Tolmezzo crollò il castello; a Gemona del Friuli più della metà delle abitazioni crollò subito o fu successivamente demolita ed il campanile del duomo fu fortemente lesionato seriamente; a Venzone vi furono danni ingenti ed il campanile del duomo fu abbattuto. * Alessandro Martelli Gen 2023
NOTO - Il terremoto della Val di Noto consistette in uno sciame sismico che coinvolse la Sicilia orientale tra il 9 e l’11 gennaio 1693, con epicentro nella costa a largo di Catania. Per tale ragione, dopo i tre terremoti la popolazione sopravvissuta dovette pure affrontare un violento maremoto che coinvolse l’intera costa ionica. Arrivando a colpire pure le zone più lontane dall’epicentro come la Calabria e Messina. Il tutto seguito dall’eruzione dell’Etna, connessa alle scosse, giusto per non farsi mancare nulla.
CALABRIA - Terremoto a Reggio (Calabria) il 28/12/1908. I soldati cercano tra le macerie le vittime del terremoto. Illustrazione di Beltrame Achille Beltrame (Arzignano, 19 marzo 1871 – Milano, 19 febbraio 1945) è stato un illustratore e pittore italiano autore delle copertine del settimanale La Domenica del Corriere dal 1899 al 1944.
MESSINA - Quando si parla di Sicilia e terremoti, il pensiero corre alla terribile scossa avvenuta il 28 dicembre 1908, all’alba, con epicentro proprio sullo stretto di Messina, provocando morte e distruzione. Quel giorno, metà della popolazione della città siciliana perse la vita, mentre dall’altra parte dello stretto, a Reggio Calabria, morì un terzo della popolazione.Complessivamente, oltre 70mila persone, secondo alcune stime addirittura 82mila persone, morirono a causa di quella scossa: si tratta della tragedia più grande di sempre, legata a un evento naturale, mai avvenuta in Europa. Ma non è questa la scossa di terremoto più forte mai percepita nella Sicilia orientale. l’evento sismico più potente a livello nazionale fu il terremoto del 1693 che quasi cancellò Catania.
MARSICA - Il principale e più disastroso evento sismico storico che ha colpito l'area del Fucino è il terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915, un sisma di magnitudo 7 che ha raso al suolo Avezzano e altri centri della Marsica, causando oltre 30.000 morti e segnando un momento cruciale nella storia della regione.
I morti della Marsica sono tanti e sembra non ci siamo ricordi in memoria. Le noltizie viaggiano a mezzo stampa, visto che la radio entra in servizio solo nel 1924. La radio italiana è nata il 6 ottobre 1924 con la prima trasmissione regolare dell'Unione Radiofonica Italiana (URI), l'ente che rappresenta il nucleo dell'attuale RAI. La voce della violinista Ines Viviani Donarelli annunciò l'inaugurazione da Roma, un evento che diede inizio a un nuovo mezzo di comunicazione e intrattenimento per il paese.
Il terremoto della Marsica, anche conosciuto come “terremoto di Avezzano”, uno dei centri urbani più devastati dalla scossa. Alle 7:53 del 13 gennaio di cento anni fa, un terribile terremoto di magnitudo 7 (11° grado della scala Mercalli) causa più di 30mila vittime, colpendo un’area molto vasta dell’Italia centrale, con danni anche a Roma.
2015 - Ad aprire la manifestazione, il Presidente dell’Ingv, Stefano Gresta, il Capo del Dpc, Franco Gabrielli, il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, il Presidente dell’Istituzione centenario del terremoto della Marsica, Giovanbattista Pitoni e l’Assessore alla Protezione civile regionale, Mario Mazzocca. “Ricostruzioni: Marsica 1915, L’Aquila 2009” è, invece, il titolo del convegno che si terrà sabato 17 gennaio a Pescina (AQ), presso la Sala Conferenze del Teatro San Francesco.
BELICE - 14 gennaio 1968, il terremoto nel Belice A partire dal 14 gennaio del 1968 una serie di forti terremoti creava gravi danni nella zona della Sicilia occidentale conosciuta come Belice, fra Trapani e Palermo. Le scosse più forti si verificarono nella notte fra il 14 ed il 15. La più forte di tutte ebbe magnitudo momento 6.1 e causò le distruzioni maggiori. A Gibellina Vecchia, Montevago e Salaparuta Vecchia, venne raggiunto il X grado nella Scala Mercalli cioè distruzione totale. Le vittime di quel sisma furono centinaia. Oggi sui luoghi dove sorgeva Gibellina vecchia è sorto un monumento, il cretto di Burri (vedi foto più in basso). 1976, i terremoti di maggio e settembre nel Friuli. Nel 1976 una serie di forti terremoti sconvolse il Friuli. L’evento più potente, di magnitudo 6.5, si verificò il 6 maggio 1976 alle 21 della sera, e venne seguito da numerose repliche nei giorni e nei mesi successivi. Il bilancio fu molto pesante, con 990 vittime e migliaia di sfollati. Le aree più vicine all'epicentro furono i comuni di Gemona e Artegna. Dopo una relativa calma durante i mesi estivi, l’11 settembre e il 15 settembre, si verificarono altri forti terremoti, con magnitudo compresa fra 5.8 e 6.0.
FRIULI - Il terremoto del Friuli del 6 maggio 1976. fu un evento catastrofico che colpì la regione del Friuli-Venezia Giulia, causando circa 990 vittime, distruggendo numerose case e infrastrutture e lasciando centinaia di migliaia di persone senza tetto. Il sisma, soprannominato "l'Orcolat", ebbe una scossa principale di magnitudo 6,4-6,5 sulla scala Richter e fu seguito da altre scosse distruttive a settembre. Divenne però anche un esempio di forte resilienza e solidarietà, con la nascita di un modello di ricostruzione che coinvolse la comunità locale e portò alla costituzione della Protezione Civile.
TERREMOTI RECENTI - Numerosi sono i terremoti che devastano l'Italia negli ultimi anni del novecento, a cavallo del secondo millennio. Quello del 1997 è il terremoto dell' Umbria. La regione ha un vasto e diffuso patrimonio fatto di centri storici nati prima e che conservano carattiri ch e ci riportano al medioevo. Il centro storico ben conservato, un patrimonio urbano e artistico da proteggere e tutelare. Quello del 26 settembre 1997 è conosciuto come il terremoto in Umbria e Marche. Una serie di forti terremoti colpìsce l’Appennino centrale fra il 26 settembre 1997 ed il marzo del 1998. Il più forte ebbe magnitudo momento 6.0. Il bilancio fu di 11 morti, centinaia di feriti ed almeno 80.000 case danneggiate. Il terremoto colpì le aree dell’Appennino umbro-marchigiano, causando gravi danni anche al patrimonio artistico ed architettonico, con il crollo della volta della Basilica di San Francesco, ad Assisi, il crollo della lanterna del palazzo comunale di Foligno, ed il danneggiamento degli antichi borghi medievali di montagna. Passano 5 anni e il 31 ottobre 2002, è la volta del terremoto del Molise. I sismometri si muovono e indicano una zona sismica , un tratto dell' Appennino meridionale. I geologici ci dicono che un terremoto di magnitudo momento 5.7 colpisce il Molise, in particolare la provincia di Campobasso. Le scosse causano il crollo di una scuola a San Giuliano di Puglia, in provincia di Campobasso. Nel crollo muoiono 27 bambini ed una maestra, durante l’orario delle lezioni. Il bilancio generale del sisma è di 30 morti.
L' ACQUILA - Il 6 aprile 2009, un altro il terremoto tremendo colpisce la città dell’Aquila. Anche questa volta l'energia liberata supera il quinto grado della scala Mercalli. -- Un terremoto di magnitudo momento 6.3 devasta la città de L’Aquila, in Abruzzo, e decine di Comuni limitrofi. Il terremoto coglie le persone in piena notte e le vittime sono 309. Almeno 80.000 gli sfollati. Crollano anche strutture pubbliche come la Casa dello Studente e parti dell’Università e dell’Ospedale. Il terremoto viene avvertito molto distintamente in tutta l’Italia centrale, anche a Roma, dove vengono lesionate alcune strutture archeologiche. Ancora una volta emerge una totale impreparazione dell’Italia al continuo succedersi di terremoti forti, nonostante siano note da tempo le aree a maggior rischio. L' area dell' Acquila è stata tormentata da tutta una serie terremoti come quelli dei secoli passati. L'Aquila è stata colpita da diversi terremoti storici di rilievo, i più distruttivi dei quali sono quelli del 1703 (il più violento, con oltre 6.000 vittime), del 1461 (con magnitudo 6.5), e il piu recente quello del 2009 (con 309 vittime e ingenti danni). Altri sismi importanti terremoti storici includono quello del 1315, del 1915 (terremoto della Marsica) e quelli altri che verranno dopo come quelli del 2016.

EMILIA - Il 20 maggio 2012, il terremoto in Emilia. A partire dal 20 maggio 2012 una serie di forti terremoti scuote la pianura padana emiliana, fra le province di Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia, Bologna e Rovigo. Il 20 maggio il terremoto più forte ha una magnitudo momento 6.1. Il 29 maggio una nuova forte scossa, con magnitudo momento 5.9, aggrava i danni e causa nuove vittime. Le vittime dei crolli sono 27. La serie di terremoti continua fino al 2016-2017, un arco di tempo durante il quale viene scosso il terremoto un pezzo dell'Appennino Tosca-emiliano dell’Italia centrale. Fra l’agosto del 2016 ed il gennaio del 2017 si sono verificati forti terremoti sull’Appennino centrale, fra Lazio, Umbria e Marche. L’evento sismico più forte è stato quello del 30 ottobre, con magnitudo momento 6.5, un terremoto meno forte del terremoto più forte in Italia da quello dell’Irpinia del 1980. Ma i danni sono enormi e i morti superano il centinaio. Il terremoto del 24 agosto ha creato devastazione fra i Comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, causando 299 morti. Ad ottobre 2016 ed a gennaio 2017 i terremoti hanno colpito anche le aree più settentrionali, lungo la catena dei Monti Sibillini, causando ancora gravi danni. A cosa servono tutti questi terremoti se la memoria è destinata a cancellare i momenti più dolorosi e considerare i geologi italiano, bravi e preparati, come figli di un Dio minore.
LETTERATURA :
Desio Ardito 1985 - Geologia applicata all' Ingegneria ed Hoepli
INGV - Istituto Nazionale Geofisica Vulcanologia di Roma, Napoli, Catania
Martelli Alessandro 2023 - Il terremoto in Friuli
Mercalli Giuseppe 1907 - I vulcani e i terremoti dell'Italia meridionale
Stoppani Antonio 1883 - La bell' Italia ed Milano
Trevisan & Giglia 2003 - Introduzione alla Geologia, Stratigrafia, Tettonica ed Pacini Firenze
Gresta Stefano 2015 - Il terremoto di Avezzano del 1915 ed INGV Roma
Protezione Civile Italiana -
Gabrielli Franco - Protezione Civile Roma
Università di Chieti e Pescara - Le costruzione di inizio Novecento
Regione Abruzzo - Archivio storico

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