GEOLOGIA - La geologia moderna secondo il geologo inglese Charles Lyell è divisa in tre parti : litologica, stratigrafia e tettonica. La geologia studia le rocce e i minerali (litologica) di un posto, la loro giacitura, dimensione, spessore ed estensione ( stratigrafia). Il loro spostamento, sollevamento ed deformazione (tettonica).
AGRIGENTO - Agrigento la sua storia. Fondata dai Greci intorno al 580 a.C., Agrigento sorge in un territorio in cui si insediarono i vari popoli che lasciarono traccia nell'isola. Già sede di popoli indigeni che mantenevano rapporti commerciali con egei e micenei, il territorio agrigentino vide sorgere la polis di Akragas, fondata da Geloi di origine rodio-cretese. Raggiunse il massimo splendore nel V secolo a.C., prima del declino avviato dalla guerra con Cartagine. Nel corso delle guerre puniche venne conquistata dai Romani, che latinizzarono il nome in Agrigentum. --
AGRIGENTO - Sono stati una piaga sociale per diversi decenni in Sicilia e in particolare nella povera provincia di Agrigento. I “carusi”, termine con cui in dialetto siciliano si intende un ragazzino sui 5-12 anni, venivano mandati a lavorare in miniera. La storia inizia intorno al 1700 e attraversa due secoli, fino ai primi decenni del 1900. Di loro si sono occupati Prefetti, onorevoli, studiosi, per denunciare le condizioni di lavoro a cui erano sottoposti. Ma fu tutto inutile. Nel 1863 il Prefetto di Girgenti Carlo Bosi era molto preoccupato per "l’improba fatica" di quei ragazzi, i carusi, che a migliaia lavoravano nelle miniere della provincia. Per il rappresentante del governo si tratta di un lavoro "che nuoce al loro sviluppo e altera la loro fisica costituzione, in guisa che gli zolfatari muojono giovani ancora". (dal discorso inaugurale del consiglio provinciale di Girgenti del 1864, pronunziato dal Prefetto Carlo Bosi). Ma è soprattutto l’inchiesta parlamentare di Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino del 1876 a mettere sotto accusa la condizione dei fanciulli nelle miniere: "percorrono coi carichi di minerale sulle spalle le strette gallerie scavate con pendenze talora ripidissime...Il carico varia secondo l'età e la forza del ragazzo, ma è sempre molto superiore a quanto possa portare una creatura di tenera età, senza grave danno alla salute e senza pericolo di storpiarsi". * Balarm
AGRIGENTO - In una relazione del 1880 di un medico di Girgenti al consiglio sanitario leggiamo : "I modi che gli imprenditori di questi fanciulli ( n.d.r. che erano i picconieri) adoperano per sollecitarli nel trasporto dello zolfo sono dapprima i più crudeli pizzicotti, tali da lasciare nelle carni delle livide sugellature per molti giorni; poscia, quando questi non bastano bruciano, o fanno bruciare dai commessi, per mezzo delle lucerne accese i garretti o i polpacci delle gambe dei poveri fanciulli sino a produrre delle scottature sulla cute. Io sono stato chiamato parecchie volte dagli istruttori e dai pretori per riferire sulla natura e sulla causa di siffatte maniere di violenze. Io ne posso fare testimonianza" (citato in Luigi Valenti, Le miniere di zolfo in Sicilia, Torino 1925,).
* Elio Di Bella 2021
CARUSI - “I Carusi” è un dipinto del 1905, presentato all’ Expo Internazionale di Milano nel 1906, oggi conservato nella Galleria d’Arte Moderna di Palermo. L’opera fu preceduta da una serie di bozzetti attestanti un attento lavoro di indagine fatto “sul campo” (durante il soggiorno presso il barone La Lumia proprietario di alcune miniere di zolfo) seguendo il principio realista della “verità oggettiva” senza infingimenti ed edulcorazioni a costo di suscitare scandalo. Qui, l’autore potè fare esperienza diretta delle condizioni di vita e lavoro indicibili dei ragazzi delle miniere, del loro calvario quotidiano: chiusi nel sottosuolo, dovevano muoversi in cunicoli bassi e stretti, in rettilineo e in verticale; dovevano sopportare la carenza e spesso la privazione dell’acqua e del cibo necessari; vivevano in condizioni di orribile promiscuità, alla mercè delle botte e spesso degli abusi sessuali dei loro aguzzini.
AGRIGENTO - La scienza. La geologia di Agrigento ci dice che prima si sono deposti i gessi di Realmonte nel Miocene, poi calcari marnosi bianchi che si trovano presso Scala dei Turchi nel Pliocene, poi le calcareniti gialle di Agrigento presso la cava di Cusa. -- Lungo la linea di vista di Agrigento si giunge alla Scala dei Turchi, luogo famoso per il mare ma anche per il promontorio che mostra le rocce bianche e tenere che formano il sottosuolo. Una roccia tenera e farinosa fatta da sedimenti fini e piccoli gusci di microscopici fossili datata pliocene, posti sopra i sali e gessi del Miocene. Il posto per n pò ci ricorda le bianche scogliere di Dover (Inghilterra) per colore, posizione e simile genesi. -- Cusa è una antica cava di pietra arenaria di colore giallo di origine marina estratta dal sottosuolo agrigentino. E' stata cavata, tagliata, scolpita per fare i templi di Agrigento. Si tratta di una pietra sabbiosa, porosa di origine marina, che dopo essere stata cavata diventa dura e resistente per fare colonne e blocchi di pietra per fare mura e pareti interne delle abitazioni. In pochi casi è stata usata per ornamenti e sculture perché tenera e dura pochi anni perchè facilmente friabile. Nonostante tutto è stata usata anche per grosse statue antiche, i Talamone di Agrigento. Un Telamone è una grossa scultura in calcarenite.
AGRIGENTO - L'economia - La Sicilia è terra ricca di storia, arte, cultura e tradizioni frutto delle mani e delle menti sapienti di filosofia, principi, artigiani, agricoltori e pescatori. Nel secolo nasce l'industria chimica in Europa si trova in Francia, Germania e Inghilterra. Lo zolfo di Sicilia è stata una delle più importanti risorse minerarie della Sicilia, non più sfruttata. L'area interessata dai grandi giacimenti è quella centrale dell'isola ed è compresa tra le province di Caltanissetta, Enna ed Agrigento: L'area è anche nota ai geologi come altopiano gessoso-solfifero. La domanda di zolfo è elevata e viene estratto da rocce siciliane, cotto e colato in stampi di legno. Trasportato a destinazione come : Marsiglia e Londra da navi italiane, inglesi e francesi. Nelle miniere di zolfo si scava a mano e con pochi mezzi in mezzo alla polvere e al caldo, ci si illumina con torcia e candele. Il rischio del gas velenoso e di una esplosione è sempre presente. Nella letteratura e nell' arte siciliana parlano della vita dei siciliani, dei minatori e dei ragazzi (caruso) costretti dalla miseria ad estrarre il minerale che andrà ad arricchire poche persone. Il padre dello scrittore siciliano Luigi Pirandello premio Nobel possiede e gestisce una solfatara. Pirandello ha lavorato e ha parla delle miniere di zolfo nei suoi romanzi. Oggi le miniere sono state chiuse per esaurimento del minerale e restano solo vecchi ricordi, foto, mappe, studi e attrezzi di miniera che riempiono un museo, libri, film che raccontano la dura vita dei minatori siciliani. * Elio Di Bella
REALMONTE - Alla fine del Miocene circa 30 ma i movimenti lenti dei continenti come Africa e Europa chiudono lo Stretto di Gibilterra, così il Mediterraneo diventa un grande lago salato. In seguito al clima caldo e secco l'acqua di mare evapora e sul fondo del mare si depositano sali e gessi. I resti di questi sali ancora si trovano sul fondo del mare coperti da nuovi sedimenti. Solo in pochi punti riaffiorano, sollevati, piegati e schiacciati dai movimenti tettonici. In Sicilia ci sono molte zone dove è possibile vedere questi sali e gessi come a : Caltanissetta e Agrigento. La cattedrale di sale di Realmonte è una miniera dove viene ancora estratto conto mezzi moderni sale minerale. Chiamata cattedrale per le dimensioni, per il tetto, la volta che ci avvolge man mano scendiamo nelle viscere della terra. Qui nel profondo la roccia viene grattata da macchine meccaniche e il sale caricato su nastri mossi da motori elettrici che lo portano fuori. Tran parte del sale è destinato all' agricoltura e all'industria chimica. Le macchine meccaniche producono fumo e il ricambio d'aria operato da potenti pompe è obbligatorio. Il sale evaporitico viene estratto dalla miniera di Realmonte. * Antonio Fiannanca 2025
ZOLFO - Il ritrovamento di alcuni frammenti di una Tabula Sulfurea con scritto in rilievo “Officina Commodiana” presso c.da Puzzu Rosi, conferma che gli antichi romani sfruttassero il minerale Comitinese a partire dal 180 d.C. e che già nel XVI sec. a.C. gli abitanti di un villaggio preistorico sul colle Cumatino (monte Castellaccio), pare intensificassero commerci legati allo zolfo con i popoli Egei. -- A fine ottocento lo zolfo viene estratto da decine di miniere ad Agrigento. Il minerale di colore giallo viene poi macinato e fuso e colato in stampi di legno. Forni di pietra a forma di torre vengono caricati dall'alto e poi viene acceso il fuoco grazie alla legna. Il calore del forno fond lo zolfo che dopo cola e fuoriesce dal basso e riempie gli stampi Si ottengono i pani di zolfo del peso di 30 kg.
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CALCARONE - I calcarone erano disposti a piano inclinato con mura robuste e più alte nella parte anteriore dove si apriva l'apertura per l'uscita del minerale. L'operazione di riempimento era condotta con grande perizia: il minerale, trasportato dai carusi con gli stiratura, era preso in carico dagli inchitura che deponevano i pezzi più grossi per formare i curritura cioè le vie che dovevano attraversare la massa fusa, mentre il resto si ammassava avendo cura di lasciare gli sfiatatoi o pupalori che alimentavano e favorivano l'accensione. Dopo che il calcarone era colmo si ricopriva con rosticci di zolfo, lasciando libera qualche parte per l’accensione. Qualche giorno dopo cominciava la culata dell’ogliu, che poteva durare anche un mese; l’olio, scorrendo attraverso un canaletto fisso, era raccolto in forme di legno, i graviti. Terminata la fusione, gli scarcaratura, dopo il raffreddamento, abbattendo il diaframma costituito dal muro dalla parte anteriore del calcarone, cominciavano dal basso lo svuotamento deponendo i rosticci o ginisi ad una certa distanza.
Foto dipinto di minatori di zolfo di Renato Guttuso
Foto di minerale cristalli di zolfo
Foto di Talamone in calcarenite
LETTERATURA :
Baldacci Luigi 1877 - La carta geologica della Sicilia
Barone Giuseppe 2000 - Zolfo: economia e società della Sicilia industriale
Curcuruto Michele 2001 - I signori dello zolfo .
Mottura Sebastiano - Lo zolfo di Caltanissetta
Ruggieri giuliano 1970 - Crisi di salinità del Messiniano
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