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martedì 24 dicembre 2024

SCIENZE - Geologia Agrigento Enna Caltanissetta

MOTTURA - Sebastiano Mottura (1831-1897), di origine piemontese arriva a Caltanissetta nel 1862 per incarico del governo, per fondare la Scuola Mineraria e formare i tecnici destinati alle miniere. Mottura fu il primo preside e fondatore del Museo Mineralogico, Paleontologico e della zolfara, fiore all'occhiello dell'Istituto minerario di Caltanissetta. Ingegnere minerario apprezzato in Italia e all'estero, venne chiamato in Germania per applicare i forni da lui inventati per l'estrazione dei minerali di zolfo. Fu direttore del Corpo delle Miniere, compila una carta geologica delle miniere di zolfo, minerale usato dalla nascente industria chimica europea tra il XIX e del XX secolo. Il distretto minerario comprendeva Caltanissetta, Piazza Armerina, Sommatino, Montedoro, Campofranco-Casteltermini. Per migliorare il trasporto dello zolfo verso i porti costieri nel 1878 sollecita la costruzione della ferroviaria Palermo-Girgenti e Catania-Licata. In mineralogia la regola del Mottura la giacitura dei gessi indica la parte piu bassa di uno strato che contiene zolfo.




ZOLFO - «[...] Che i depositi di zolfo della Sicilia derivano dalla scomposizione di monosolfuro di calcio, generato dalla riduzione dei gessi marini del miocene inferiore, in presenza delle sostanze organiche prodotte da alghe e specialmente dalle fucoidi.» * Sebastiano Mottura 1878

Sebastiano Mottura (Villafranca Piemonte, 4 marzo 1831 – Villafranca Piemonte, 2 dicembre 1897) è stato un geologo e ingegnere italiano. È stato cittadino onorario di Caltanissetta

giovedì 4 gennaio 2024

Geologia 21 - Il marmo di Carrara

DAVIDE - La più famosa statua di marmo è quella di Davide dello scultore fiorentino Michelangelo. Davide è un personaggio biblico che uccide e sconfigge il nemico Golia. L'episodio biblico più famoso riguardante Davide, secondo quanto riportato nel Primo libro di Samuele, è quello dello scontro con Golia, il gigante filisteo che terrorizzava e insolentiva gli ebrei, sfidandoli a duello.
MARMO - Il marmo è una roccia calcarea a struttura cristallina formatasi per metamorfismo. Le Alpi Apuane sono un immenso giacimento marmifero, di alcuni km cubi di volume, il cui ammasso più consistente è quello di Carrara. Qui l'escavazione si è sviluppata in tre vallate, Colonnata, Fantiscritti e Ravaccione, dove oltre al bianco Carrara si estraggono altre varietà di marmo: statuario, venato, paonazzo, calacata, bardiglio.

CARRARA - Le cave di marmo di Carrara sono antiche, nelle tombe etrusche si trovano già pezzi di marmo lavorato. Nei pressi di Carrara sorgeva l’antica città di Luna da cui partiva il “marmo lunense”. Con i Romani inizia una intensa attività estrattiva e i blocchi di marmo vengono trasportati via mare. Giunti ad Ostia i blocchi risalivano il fiume tevere con delle chiatte fino a Roma. I cavatori romani usavano cunei di legno di fico che piantavano nelle fessure che una volta bagnati agevolavano la spaccata. Anticamente il distacco dei blocchi di marmo avveniva lungo piani chiamati “peli” che il cavatore esperto sapeva riconoscere ad occhio. I Romani praticavano nel marmo un solco profonda 20 cm e battevano sui cunei di ferro per ottenere blocchi di 2 m di spessore. Con la caduta dell’impero romano (476 dc)cessa l’estrazione che riprende qualche secolo dopo per costruire le chiese cristiane.

RINASCIMENTO - I Maestri comacini fornivano gli architetti Nicola e Giovanni Pisano che impiegarono il marmo apuano in numerosi edifici in tutta l'Italia centrale. Durante il Rinascimento il marmo apuano venne usato da Michelangelo per le sue sculture. La mine frantumano i blocchi e per questo ha un uso limitato. Con il metodo del filo di acciaio si tagliano blocchi di dimensione sempre maggiori. Nel XX secolo il marmo di Carrara era la pietra preferita dall’architettura fascista, con cui si continua a costruire importanti edifici civili e religiosi.

TECNICA - Per cavare i blocchi viene rimosso il cappellaccio ossia quella parte superficiale del versante costituito da detrito e rocce alterate. Anticamente per rimuovere si faceva leva con attrezzi di ferro. In seguito i blocchi si tagliano con le macchine che muovono un filo di acciaio. La fune di acciaio scava un solco dove viene gettata della sabbia di quarzo ed l’acqua. Il filo scorre su pulegge fissate a paletti. Una puleggia penetra nel marmo e trascina nella scanalatura il filo elicoidale che provoca il taglio del blocco. In seguito il blocco viene tagliato alla base da una sega e fatto cadere su un cuscino di polvere di marmo. Le imprese che segano e lucidano il marmo nella provincia di Carrara sono un ancora un centinaio, oltre al marmo lavorano anche il granito. Presso Carrara, Massa, Pietrasanta e zone limitrofe numerosi sono i laboratori di scultura dove operano scalpellini e scultori.

LETTERATURA :
Wikipedia




marmo brecciato

interno cava

cava all'aperto

david di Michelangelo in marmo di Carrara